Renzi, se 100 giorni vi sembran pochi. Governo dei fatti o dei rinvii?

Il premier Renzi sorride e stringe a tutti le mani ma la mannaia di una nuova pesante manovra incombe, i dati Istat restano preoccupanti sullo stato del Paese, il governatore di Bankitalia Visco gela i facili ottimismi: “La via della ripresa non sarà né breve, né facile”.

re

Il linguaggio dell’Ue non pare ultimativo per l’Italia: “Servono sforzi aggiuntivi”. Il nostro Paese dovrà «rafforzare le misure di bilancio per il 2014» visto lo scarto nel rispetto della «regola di riduzione del debito» e «garantire una migliore gestione dei fondi europei». Spiega Rehn: non manovra bis, ma accelerare su riforme. E Padoan, di rimbalzo: “Ue ci apprezza, ora acceleriamo sulle riforme”.

Ma non è il solito refrain? Chi non ha detto, negli ultimi 20 anni, “Ora acceleriamo sulle riforme”? Risultati? Zero. O zero virgola. Qui siamo. Ci pensa Matteo Renzi a rilanciare l’ottimismo annunciando il piano “sblocca-Italia”. Fatto sta che il governo del “rottamatore” ha passato il giro di boa dei 100 giorni. Cosa ha portato concretamente all’Italia e agli italiani?

In 14 settimane ci sono state 17 riunioni del Consiglio dei ministri, durante le quali sono stati varati 11 decreti-legge (soltanto uno, peraltro, negli ultimi 40 giorni) e 4 disegni di legge. Una conferma, questa, che fra le tante rivoluzioni annunciate dall’ex sindaco di Firenze fatica a prender corpo, in attesa della fine del bicameralismo, quella di un rapporto più equilibrato fra l’esecutivo e il Parlamento che vaglia i suoi provvedimenti.

Non a caso, con quello della Camera al dl sull’emergenza abitativa, il 19 maggio, sono saliti già a 9 (quasi una ogni 10 giorni) i voti di fiducia, con un crescendo tra fine aprile e maggio (a queste vanno sommati i 2 voti ottenuti dopo le dichiarazioni programmatiche, col picco al Senato - dove l’equilibrio è più incerto - di 169 voti). Si tratta d’altronde di un fenomeno dovuto anche al fatto che, al di là del clamoroso risultato delle Europee, gli stessi gruppi parlamentari del Pd risentono della "vecchia" composizione e sono stati quindi in parte critici ai provvedimenti renziani.

Scrive Eugenio Fatigante su Avvenire: “Ora bisognerà vedere se il post-voto "regalerà" nuovi equilibri al governo. Intanto Renzi non ha intenzione di farsi frenare e punta più che mai ad andare avanti fino a fine legislatura («Non so se sia un bene o un male, ma credo che per qualche anno non vedrete altri presidenti del Consiglio»), indicando la Germania di Angela Merkel come «un modello e non un nemico», pur dovendo cambiare rotta nella Ue. Il governo guarda ora solo a come capitalizzare la vittoria, mettendo in fila una serie di nuove riforme: giustizia (civile) e misure per il Made in Italy nel Consiglio dei ministri di venerdì, delega fiscale e competitività il 13. Incalza poi la guida del semestre Ue che parte il 1° luglio, le cui parole d’ordine saranno coniugate mercoledì mattina in una riunione interministeriale a Palazzo Chigi. «Ci siamo rimessi in marcia», assicura il premier”.

Se lo dice lui!

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO