USA 2012: domani il secondo dibattito, ma 800.000 americani hanno già votato


Mancano 36 ore al secondo dibattito presidenziale tra Barack Obama e Mitt Romney, un incontro che vede una situazione rovesciata rispetto a quello di due settimane fa: stavolta è il repubblicano ad arrivare con il vento dei sondaggi in poppa, ma è anche il favorito e quindi quello su cui si concentrano le maggiori aspettative. Su Obama però, allo stesso tempo, ci sono le pressioni maggiori perché ripetere gli stessi errori del primo dibattito sarebbe senza dubbio la pietra tombale sulle sue possibilità di rielezione. Per questo, al contrario dell'altra volta, Obama si è preso del tempo con i suoi consiglieri per preparare il dibattito, concentrandosi non tanto sulle cose da dire, ma sul modo con cui farlo.

Intanto ci sono i primi risultati "veri", perché 40 Stati hanno già dato il via alle procedure di voto per posta o di persona, una pratica che ha interessato finora quasi un milione di persone, e che di solito si attesta attorno al 30% degli elettori totali. Una rilevazione Reuters su questi "early voters" dà a Obama un grande vantaggio, 59% contro il 31% di Romney, con un margine di errore del 10%. Un dato confortante soprattutto perché tra gli stati in cui si è già cominciato a votare c'è anche l'Ohio, ovvero quello che alla fine dei conti potrebbe decidere le elezioni. In questo stato i sondaggi danno di nuovo Obama in vantaggio 48% a 45%, e anche i voti anticipati confermano questo trend.

Dopo il dibattito tra Biden e Ryan, la campagna elettorale è tornata a concentrarsi sui temi di politica estera e in particolare sull'attacco all'ambasciata americana in Libia dell'11 settembre scorso. Incalzato da Ryan, Biden aveva difeso Obama scaricando in pratica la colpa su governo e intelligence: ha detto che il presidente non era stato informato della richiesta di rinforzi per la sicurezza dell'ambasciata di Bengasi, e che Obama ha aspettato due settimane per riconoscere che si era trattato di terrorismo perché i servizi segreti hanno tardato a confermarlo. Parole che hanno riacceso le polemiche su un tema che sicuramente sarà anche al centro del dibattito di domani: per Obama è un vantaggio perché al momento la politica estera è percepita come un suo punto di forza rispetto a Romney, ma allo stesso tempo è un handicap perché toglierà spazio alle buone notizie dell'ultima settimana sul calo della disoccupazione.

Ma la campagna elettorale non è fatta solo di veleni, sondaggi e dibattiti. Nel video vedete un flash-mob organizzato dai sostenitori di Obama in contemporanea in 20 città statunitensi per appoggiare la rielezione del presidente. Uno dei tanti modi con cui questa campagna per le presidenziali è uscita dalle tv e dai palazzi del potere per diventare social.

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