Pd primarie, i "cecchini" di Renzi decisi a non fare prigionieri. I fans di D'Alema &C in trincea

Non sono poche le ragioni di Matteo Renzi nella sua battaglia “senza fare prigionieri” per il rinnovamento radicale del Pd e della politica. Ma non sono pochi neppure i limiti. Il “rottamatore”, a parte le forzature con l’aggressività da bischero e i toni da agit-prop modello burino, fa del rinnovamento tout-court l’unica bandiera cui immolarsi, (il rinnovamento è uno dei nodi, non il nodo) ha una sua visione dei partiti vecchia, palesemente berlusconiana, di fatto riproponendo il miraggio dell’uomo solo al comando attorniato dai professionisti dei format e dei battitori di mano su comando, con un occhio all’applausometro e l’altro ai sondaggi.

Vent’anni di seconda repubblica – con la cancellazione dei grandi e grossi partiti di massa, con l’esaltazione dei partiti liquidi – hanno dimostrato l’incapacità dei partiti personali a dare una identità e un ruolo alla politica e il fallimento nell’affrontare e risolvere i problemi del Paese. Su un punto però il sindaco di Firenze ha ragione: partiti e politica hanno toccato il fondo e vanno rivoltati come un calzino. Vale per tutti, anche per il Pd, che resiste nel caos generale perché più strutturato e perché viene visto come “meno peggio”, ma che non guadagna un voto dalla debacle degli avversari e cerca di rispondere con palliativi quali le primarie e tornare al governo con leggi elettorali su misura e alleanze messe insieme con il cerotto.

Un partito, il Pd, nei momenti più difficili pronto a esibirsi nelle sue liturgie, a rinchiudersi nei suoi unanimismi di facciata, per poi ricominciare da capo, con distinguo e divisioni che non finiscono mai. Non solo. Le primarie rischiano di procurare uno Tsunami nel Pidì. Perché? Perché se vince Bersani il partito resta quello che è oggi, con i malpancisti renziani mugugnanti, a rivendicare posti nel partito e nelle istituzioni. Ma se vince Renzi il Pd, questo Pd, non regge l’urto e la spaccatura sarà inevitabile con conseguenze pesanti per l’intero quadro politico.

Fantasie? Basta guardare e udire ciò che sta accadendo. Dove portano l’aggressività del messaggio dei renziani ad esempio dopo l’annunciato addio di Veltroni: “Bene Uolter, avanti un altro!” e la pagina a pagamento dei pro D’Alema contro la rottamazione del lider Maximo? E siamo solo all’inizio dell’inizio.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO