Regionali Lombardia, Maroni punta al Pirellone: chi per il dopo Formigoni?

Roberto Maroni
Alla domanda diretta che gli è stata posta dal Corriere della sera, Roberto Maroni non si è tirato indietro: Si vede nei panni del prossimo governatore della Lombardia?

La massima ambizione di un federalista è quella di governare la propria regione. Per quanto mi riguarda sarebbe più importante e gratificante che fare il ministro, ma è ovvio che non sarà certo questa la condizione per la prosecuzione dell'alleanza

Insomma, sia pure con diplomazia, Maroni lo dice chiaramente. E d'altronde non è una novità, già nel 2010 la Lega aveva provato a puntare i piedi e a chiedere un proprio uomo alla guida della Lombardia; alla fine non se n'era fatto niente, ma in cambio il Carroccio aveva avuto il via libera in Piemonte e Veneto. Adesso vorrebbe fare l'en plein, anche se Formigoni, dal suo sempre attivissimo account Twitter non manca di rispondere a Maroni:




Ma, ambizioni di Maroni a parte, chi potrebbe prendere la poltrona che per 17 anni di fila è stata del "Celeste" Formigoni? Nei giorni scorsi si è molto parlato di Attilio Fontana, sindaco di Varese e fedelissimo di Maroni. Un nome che potrebbe piacere anche al Pdl, se l'alleanza con il Carroccio andasse avanti, ma questa è la grande incognita delle prossime regionali. D'altronde il Pdl potrebbe puntare sull'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che ha già avuto la benedizione di Formigoni. La Lega potrebbe appoggiarlo? Probabilmente sì, ma non prima di aver provato a piazzare un proprio uomo. Anche se la possibilità che la Lega Nord corra da sola, puntando a sottrarre i voti al Pdl è tutt'altro che da escludere.

E nel centrosinistra? Se in area Sel si è già fatto avanti l'attore anti-mafia Giulio Cavalli, il PD è forse il partito più spiazzato dalla repentina crisi della giunta regionale, anche più del Pdl. A proporsi finora è solo Bruno Tabacci, esponente Api ma candidato alle primarie PD e assessore al Bilancio nella giunta Pisapia. Tabacci, che è già stato presidente della Regione dal 1987 al 1989 si è detto disponibile a rinunciare al Parlamento per candidarsi al Pirellone, ma bisogna vedere se qualcuno glielo chiederà. D'altronde però il PD non sembra avere un proprio nome su cui puntare, e il rischio è che si ripeta quanto accaduto nelle regionali del Lazio nel 2010, quando ci fu una convergenza sulla candidatura di Emma Bonino per mancanza di risorse interne. Anche se, nell'ottica del rinnovamento del partito, in molti cominciano a fare il nome di Giuseppe Civati, consigliere regionale, che ieri ha detto "potrei essere fra i candidati".

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