Matteo Renzi a Repubblica: "venerdì daremo il via alla semplificazione, Italicum entro l'estate"

Matteo Renzi va a ruota libera e spazia dal problema della corruzione alla riforma della pubblica amministrazione, dal recente risultato ottenuto dal PD al problema del lavoro in Italia.

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è uno degli ospiti più importanti della festa di Repubblica, in corso dal 5 all’8 giugno a Napoli. Renzi, in diretta dal Teatro San Carlo del capoluogo campano, ha risposto alle domande inviate nei giorni scorsi dai lettori del quotidiano e rivolte al premier dal direttore Ezio Mauro.

Si parte dagli scandali del Mose e dell’Expo 2015, vero argomento caldo di questi giorni, e dei possibili provvedimenti per mettere un freno alla corruzione.

Per una scelta consapevole e convinta, una scelta di cui sono l’unico responsabile. Dobbiamo dare una risposta dura e strutturale.

Divagando come al suo solito, Renzi spiega che è necessario fare una riforma culturale, le cose devono cambiare su più livelli e rivedere tutte le autorità che ad oggi sapevano di cosa stava accadendo e non sono intervenute né denunciando né prendendo provvedimenti.

Per il Premier è necessario bandire a vita da appalti e affini tutte quelle ditte e quelle persone che vengono giudicate colpevoli di corruzione, mazzette e chi più ne ha più ne metta, un provvedimento definitivo che servirebbe a mettere un freno a un fenomeno che va avanti da anni e che non accenna a diminuire.

L’intervento di Renzi - è più un monologo che una vera e propria intervista - prosegue parlando del futuro del Paese, la scommessa che il Governo si trova ad affrontare dopo la vittoria schiacciante alle recenti elezioni europee. Non soltanto mettere un freno alla corruzione, ma migliorare più in generale l’intera Italia, a cominciare dall’eliminazione delle mele marce che inevitabilmente si trovano in tutti i partiti e tutti gli schieramenti, PD compreso.

Renzi viene poi chiamato a rispondere a proposito dei tagli imposti alla Rai, che sta cercando di ribellarsi alle direttive di spending review. Possibile che questo vada a favorire la concorrenza, Mediaset? Il premier parte dagli albori, dal duopolio Rai-Mediaset e il referendum del 1995 e spiega come effettivamente ad oggi le cose siano cambiate molto, complice anche l’arrivo di Internet.

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L’informazione e la comunicazione stanno cambiando ed è necessario, secondo Renzi, che anche la Rai cominci ad attrezzarsi per guardare al futuro, smettendo di restare collegata al passato. Occorre cambiare la governance della Rai, ma anche la sua strategia sia sul breve periodo che sul lungo periodo.

Il problema del lavoro, o meglio della mancanza del lavoro, va affrontato a monte, dice Renzi, con tutte le riforme che sono già in programma, a cominciare da quella della pubblica amministrazione. Fondamentale sarà anche la lotta all’evasione fiscale, ma soprattutto la semplificazione fiscale. E, magicamente, si torna a parlare dei famosi 80 euro e delle polemiche che hanno provocato e continuano a provocare.

Il tempo a disposizione è praticamente finito e non si è ancora parlato dell’Europa e delle riforme di Senato e legge elettorale. Renzi spiega brevemente che le riforme si fanno insieme, ci sono le condizioni per cui entro l’estate ci saranno entrambe le riforme.

Ci sono le condizioni perché entro l'estate possa essere approvata la legge elettorale e si possa incassare la prima lettura della riforma costituzionale.

Si farà il miracolo o si tratta di un’altra promessa destinata a non essere mantenuta? Renzi conclude la sua partecipazione all’incontro con un messaggio di speranza: c’è un sentimento di speranza, stavolta ce la facciamo, stavolta riusciamo a cambiare le cose e chiudere col passato”.

(in aggiornamento)

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