La crisi lombarda secondo un leghista: Attilio Fontana

Il sindaco di Varese Attilio Fontana è presidente dell'Anci Lombardia ed è uno dei leader del cosiddetto "partito dei sindaci", quel movimento trasversale di amministratori locali che ha duramente protestato contro i tagli imposti dalla ricetta anticrisi del governo Monti.

Lo abbiamo raggiunto per chiedergli un commento sullo stato comatoso della giunta Formigoni.

Qual è il suo stato d'animo in questo momento politico a dir poco critico?

Da un lato sono estremamente preoccupato per le amministrazioni comunali, perché il futuro che si prospetta non è dei migliori, soprattutto per l'incremento dei tagli, che già erano drammatici: da due miliardi a due miliardi e mezzo negli ultimi giorni. D'altra parte sono molto dispiaciuto per quello che sta succedendo in Regione Lombardia, perché credo che la nostra regione e la nostra gente non meritino le cose che sono successe. Il rischio è di fare di tutta l'erba un fascio e buttare via anche quanto è stato fatto di buono.

Lei, che è stato presidente del Consiglio regionale lombardo nella scorsa legislatura e conosce bene la politica regionale, è rimasto sorpreso dell'accertamento di delitti così gravi come la collusione con la ndrangheta?

Quest'ultima storia (l'arresto di Zambetti) mi ha lasciato esterrefatto. Sì, ero convinto che ci fosse qualcuno un po' più "furbino", ma non pensavo che si arrivasse a questa disponibilità di trattare; con certi ambienti non ci deve essere il minimo contatto. Credo che non si debba neanche arrivare a pensare di avere contatti con certi ambienti per ottenere voti o vantaggi personali.

In questi tempi di governi tecnici e crisi regionali sembra che i comuni siano l'ultimo luogo dove si fa politica davvero. Ha avuto questa sensazione quando è diventato sindaco di Varese?

Premetto che ho vissuto positivamente l'esperienza regionale, perché si parlava di statuti, riforme, cambi istituzionali: è stato un periodo fervido di belle idee e proposte. Detto questo, credo che i comuni siano in questo momento l'ultimo baluardo della democrazia e credo anche stanno per subire un attacco concentrico volto a eliminare questa ultima istituzione democratica. La prova sta nelle parole di un rappresentante del governo che qualche giorno fa ha detto che il vero centro degli sprechi di questo Paese sono i comuni. Da un lato è un'affermazione falsa, dall'altro è un tentativo di delegittimare un'istituzione che è l'ultimo e unico punto di riferimento per i cittadini. Senza i comuni ci sarebbe da preoccuparsi per la stessa tenuta democratica.

Come fa un leghista come lei a conquistarsi simpatie trasversali? C'è una "ricetta Fontana"?

La mia ricetta, se ce n'è una, è essere dialogante con tutti. Poi certo, se devo decidere mi prendo la responsabilità di farlo. E poi credo che la contrapposizione fine a sé stessa sia qualcosa di superato. Ha caratterizzato la nostra vita politica per tanto, adesso va superata. Al di là di tutto credo che sia ora di cominciare a ragionare sulla serietà nell'impegno amministrativo o politico. Bisogna pensare alle effettive necessità della gente, ma non dev'essere uno slogan, va declinato nei fatti. Per fare un piccolo esempio, molto prima della spending review a Varese ho abolito ogni fondo dedicato al sindaco, in modo da poter dire non tanto che "ho speso poco" per i pranzi e per le cene, ma proprio che non ho speso niente, perché sono spese superflue.

Per l'indispensabile rinnovamento di cui necessita la politica, quella lombarda in particolare, la Lega Nord ha le risorse interne necessarie, dopo lo scandalo che ha investito anche il padre fondatore Bossi?

Io credo che sia il partito che più ha le risorse per declinare valori e principi di cui parlavamo prima sia per quello che abbiamo fatto quando abbiamo scoperto le mele marce al nostro interno, sia per la volontà di ricostruire un dialogo serio con la gente. Le iniziative del segretario Maroni vanno nella direzione esclusiva di ascoltare la gente e dare delle risposte, poi la bacchetta magica non esiste, ma è importante capire le esigenze dei cittadini e agire in quella direzione.

C'è qualche esponente del centrosinistra che ritiene le somigli?

Ci sono tanti sindaci che ragionano come me. Ne ho trovati tantissimi del centrosinistra (e anche del centrodestra) con cui c'era comunanza di vedute. Il punto importante è essere un amministratore locale serio.

Qualcuno ha fatto il suo nome come successore di Formigoni. Sarebbe disponibile?

Lo dico con sincerità: non mi sono ancora posto il problema. Nella mia storia politica sono sempre stato disponibile alle richieste del movimento. Naturalmente nei limiti delle richieste che ho condiviso, non ho avuto problemi a alzare la voce se qualcosa non mi andava.

Ultima domanda: l'alleanza Lega-Pdl in Regione Lombardia è un legame imprescindibile?

Mi sembra che tutto sia in fase di divenire, in questo momento non ci sono certezze di nessun genere in nessun settore delle vita politica. Si sta procedendo a un grande cambiamento e credo che sia il momento in cui si sta veramente aprendo la Seconda Repubblica, che qualcuno diceva fosse partita nel '92.

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