Il Buongiorno di Gramellini e la cittadinanza a punti

Torno volentieri a segnalarvi il Buongiorno di Massimo Gramellini su "La Stampa" di oggi. Il giornalista torinese ironizza (neanche tanto poi) sulla proposta leghista di dare agli immigrati una sorta di patente a punti come agli automobilisti. Dieci punti di partenza, chi si integra con la società italiana vedrà crescere i suoi punti, viceversa chi viola le leggi o non è in regola perderà punteggio fino all'esaurimento che sancirà l'espulsione.

Gramellini si preoccupa non solo per l'immigrato, ma anche per se stesso. E se la "patente" fosse estesa anche agli italiani, come la mettiamo? Uno dei parametri di valutazione è la conoscenza della lingua italiana. Fatevi un giro per la vostra città. Parlate con gente di tutte l'età e fate caso a congiuntivi, condizionali e a tutte le complicazioni del nostro amato idioma. Scalate un punto ad ogni strafalcione e vedrete che in un quarto d'ora la vostra città si sarebbe quasi svuotata.

Applicate lo stesso metodo guardando la televisione. Il Processo del Lunedi, dopo quasi trent'anni di onorata carriera, rimarebbe senza conduttore e credo anche buona parte delle trasmissioni televisive. Addirittura Gramellini sostiene che sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione ci sia scritto per ben quattro volte "qual'è" con l'apostrofo. Roba da far rabbrividire anche il maestro: unico.

Ha ragione Gramellini, speriamo che la patente non venga estesa agli italiani. Meno un punto a chi litiga al semaforo, meno due punti al bullo che chiude il secchione nel bagno, meno cinque all'ultrà esagitato. E a credito esaurito? O ci buttano fuori tutti o per punizione saremo costretti a seguire un corso di recupero. Tenuto da Calderoli e Borghezio. Meglio il confino...

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