Lista Tsipras, Barbara Spinelli: "Sel ha fatto male alla lista"

Barbara Spinelli
A Barbara Spinelli non è andata giù la lettera di Marco Furfaro (Sel), in cui viene accusata di aver trattato lui ed Eleonora Forenza (Prc) come "carne da macello". Così la giornalista, dopo aver annunciato che non rinuncia al seggio a Bruxelles, risponde ai detrattori e prova a riprendere il filo del ragionamento politico.

In una mail spedita ai promotori, e ripresa da Repubblica, prova a spiegare le ragioni della sua scelta, che ha portato all'esclusione di Furfaro. Ammette alcune carenze da parte di tutta la lista L'Altra Europa, ma respinge al mittente le accuse di verticismo. A tale riguardo, scrive Spinelli: "Non è vero che ho preso la mia decisione in solitudine come molti suppongono e come è stato scritto. L'ultimissimo segmento della decisione è stato solitario, è vero, ma lo spazio di tempo fra il 26 maggio e la giornata di ieri non è stata affatto vuoto".

Ma l'affondo più duro è riservato al partito di Vendola, che sta vivendo un forte momento di tensione interna:

"Agli amici di Sel dico solo che ci sono ambiguità, nel loro partito, che hanno fatto male alla lista e forse anche a chi, proveniente da Sel, ha anteposto gli interessi generali e superiori della lista a quelli del partito. Penso a chi subito dopo il voto ha definito la lista una scelta last-minute, finita il giorno delle elezioni. A chi afferma oggi di non averci mai creduto sino in fondo. Penso a chi sostiene l'opportunità di oscillare tra la lista e il Pd di Renzi, tra la lista e il gruppo socialista di Schulz"

Forse è proprio qui il nodo della questione, quello che la stampa mainstream non sta raccontando. Spinelli ha avuto senz'altro un atteggiamento troppo ambiguo con gli elettori: sarebbe stato opportuno prendersi le proprie responsabilità fin dall'inizio. Ma il suo cambio di rotta, non ha di certo a che fare con una improvvisa mania di "poltronismo".

La verità è che Sinistra Ecologia e Libertà, dopo aver appoggiato il programma alternativo di Alexis Tsipras, oggi non è in grado si sostenerlo. Divisa tra chi vorrebbe appoggiare Renzi, per non rimanere fuori dai giochi alle prossime elezioni e chi crede che sia possibile far nascere una Syriza italiana. Questo atteggiamento ondivago, ovviamente, è deleterio rispetto ad un progetto politico appena nato. Potrebbe finire per azzopparlo in pochissimo tempo.

Inoltre, è stato lo stesso Tsipras a chiedere a Spinelli di non rinunciare. Il trentanovenne greco è preoccupato degli infiniti tentennamenti di Sel, che non ha ancora scelto se stare dalla parte del Pse o con la Sinistra Europea. Ma al di là di questo, è lecito porsi una domanda. Appoggiare oggi Schulz non sarebbe il vero tradimento degli elettori? Dopo una campagna elettorale radicalmente critica nei confronti delle politiche di austerity e basata su un nuovo New Deal europeo, con quale credibilità si può cambiare idea così repentinamente?

Le parole di Spinelli hanno provocato la reazione stizzita di Nicola Fratoianni: "Pensavo non si potesse fare peggio di ieri. Mi sbagliavo. Ma voglio dire chiaramente a chi pensa di giocare con una comunità come quella di Sel che ha fatto male i conti. Molto male". Tale presa di posizione, a noi, pare nascondere tutta la debolezza di un partito che non ha la forza di intraprendere un percorso in autonomia. La "ragione sociale" di Sel, infatti, non può essere solo quella di trovare il modo di fare un'alleanza con il Pd. Tra l'altro questa pare un'opzione decisamente miope.

Siamo certi che appiattirsi sulle posizioni neoliberiste di Renzi garantirà al partito la sopravvivenza? Non sarebbe meglio rischiare e mostrare un po' di coraggio invece? Ma forse più che alla sopravvivenza di Sel, in molti pensano alla sopravvivenza personale. Basti guardare al caso del deputato Ferdinando Aiello che ha deciso la scorsa settimana di lasciare il partito di Vendola e di entrare nel Pd.

Spinelli e Guido Viale, intanto, provano a riportare il dibattito sui temi. Parlano di lotta alla "precarietà espansiva" e al TTIP. Sono tornati a scrivere di Social Compact e di diritti dei cittadini in una rinnovata Europa federale. Ma per riportare i contenuti al centro della discussione bisognerà aspettare l'assemblea nazionale di Sel. Lì potrebbe consumarsi lo strappo decisivo e nuove pesanti accuse potrebbero riempire le pagine dei giornali.

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