Concorso magistrati: il Consiglio di Stato sospende l'ordinanza del Tar

Un intreccio da azzeccagarbugli mina il sereno svolgimento del concorso, previsto per il 25, 26 e 27 giugno a Roma. Un candidato chiede di poter svolgere le prove in giorni non consecutivi causa terapia di dialisi. Il Tar gli dà ragione, ma il concorso si blocca. Poi il Consiglio di Stato sospende l'ordinanza del Tar. Che cosa succede ora?

10 giugno 2014, aggiornamento: il Consiglio di Stato ha effettivamente sospeso l'ordinanza del Tar (ecco i riferimenti: Consiglio di Stato , sez. IV, decreto 09.06.2014 n° 2435).

Questo significa che il concorso per magistrati ordinari si terrà regolarmente il 25, 26 e 27 giugno 2014.

Concorso magistrati: il ricorso, il Tar, le ultime notizie

Concorso Magistrato Ordinario - Ministero Giustizia

Concorso magistrati - Il 25, 26 e 27 giugno 2014 si dovrebbero tenere a Roma le prove scritte per il concorso per 365 posti da magistrato, fissato dal decreto ministeriale del 7 marzo 2014.

Il condizionale è ancora d'obbligo, in seguito a una vicenda che ha letteralmente mandato nel panico i 20.787 candidati che si sono già iscritti al concorso (e che verosimilmente hanno già organizzato viaggi e permanenza nell’Urbe).

Andiamo con ordine. Il 30 ottobre 2013, il Decreto Ministero Giustizia 30.10.2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.262 l'8 novembre 2013 indice un bando di concorso per 365 posti di magistrato ordinario.

Il 7 marzo 2014 un nuovo decreto stabilisce il Diario delle prove scritte del concorso a 365 posti di magistrato ordinario indetto con d.m. 30 ottobre 2013.

L'articolo 3 del decreto recita:

«Le prove scritte del concorso avranno luogo in Roma, presso la Fiera Roma, Via Portuense 1645-1647, nei giorni 25, 26 e 27 giugno 2014, con ingresso dei candidati nelle sale di esame alle ore 8.00».

Tutto chiaro? Tutto bene? No, perché un candidato fa ricorso.

Si tratta di un trentaquattrenne abruzzese, costretto a sottoporsi a dialisi a giorni alterni nell'ospedale di una città dell'Emilia Romagna. E' evidente, dunque, che il candidato non possa sottoporsi alla tre giorni di prove.

Al Tar chiede di poter svolgere la prova secondo esigenze, appellandosi all'art. 16 della legge n.68 del 12 marzo 1999, al cui comma 1 si legge:

«[...] i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri».

Secondo l'Avvocatura dello Stato, il ricorrente non può pretendere che gli sia concesso di svolgere separatamente una delle prove scritte, perché ciò potrebbe inficiare la regolarità del concorso.

Ma il Tar dà ragione al ricorrente. Non facendogli svolgere separatamente le prove, ma sospendendo TAR LAZIO - ROMA, SEZ. I QUATER - ordinanza 6 giugno 2014 n. 2563 il decreto del 7 marzo.

Panico fra tutti gli altri candidati e girandola di pareri e opinioni. Che succede ora?

Il Codacons chiede che tutti gli altri candidati possano svolgere le prove nei giorni previsti e che si svolgano le medesime secondo le condizioni che possano consentire al candidato abruzzese di partecipare al concorso

«Il Codacons interviene in merito alla decisione del Tar del Lazio che, accogliendo l’istanza di un candidato disabile, ha annullato il concorso per magistrati previsto per il 25-26-27 giugno, poiché il soggetto non avrebbe potuto affrontare i 3 giorni di prove.
“Le richieste del candidato disabile sono giuste e bene ha fatto il Tar a sospendere la prova, ma occorre una soluzione che garantisca tutti gli altri aspiranti magistrati ed eviti una crescita abnorme dei costi per lo Stato – spiega il Presidente Carlo Rienzi – In tale ottica il Ministero della giustizia deve far sostenere le prove nella medesima data per tutti i candidati, dando al disabile vincitore del ricorso la possibilità di affrontare l’esame presso la propria abitazione o un ospedale, sotto la supervisione dello stesso ministero che possa così verificare la regolarità della prova”.
“In tal modo – afferma Rienzi – si darebbe esecuzione alla sentenza del Tar e si rispetterebbero le norme sulla parità d’accesso ai concorsi, senza gravare economicamente sulla collettività».

Su Facebook, in un gruppo apposito, altri candidati si confrontano, polemizzano e tentano di ragionare nella totale incertezza.

Poi c'è l'interessante e illustre parere del Professor Virga, che parla di

«Una ordinanza “nobile”, ma non condivisibile»

Virga offre anche una soluzione all'empasse. Si facessero svolgere le prove al candidato in date compatibili con le terapie che deve seguire. La cosa non inficerebbe la garanzia di anonimato, scrive :

«In ogni caso sarebbe sufficiente a tal fine far correggere alla commissione di concorso, unitamente agli elaborati del concorrente disabile, altri elaborati (magari presi a sorte tra quelli già redatti nel medesimo concorso), in modo da salvaguardare il principio dell’anonimato. Salvando in tal modo, come si suol dire, “capra e cavoli” ed evitando così quella “summa iniuria” alla quale facevo cenno all’inizio [con la citazione da Cicerone "Summum ius, summa iniuria", ndr]»

Al Ministero della Giustizia non restano che due strade: rivedere le date del concorso (molto improbabile, ne converremo tutti, giacché sono in ballo gli interessi di oltre 20mila candidati, più quelli della Pubblica Amministrazione) o fare appello al Consiglio di stato.

Ultima in ordine cronologico arriva l'Ansa ad annunciare che non ci sarà nessuna sospensione e che il Consiglio di Stato ha sbloccato il concorso. Sul sito del Consiglio di Stato, però, non c'è traccia di alcun provvedimento in tal senso e dunque non resta che aspettare.

Anche perché non si precisa quale sia il destino del ricorrente. Il quale potrebbe, in linea teorica, anche decidere di fare nuovamente ricorso qualora fosse escluso. Non resta dunque che attendere dettagli.

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