Da domani il Parlamento vota per i giudici della Consulta, il M5S offre quattro nomi

Il Movimento manda una lettera a tutti i gruppi parlamentari chiedendo trasparenza nella scelta

Domani, giovedì 12 giugno, il Parlamento è chiamato a eleggere due nuovi giudici della Corte Costituzionale, in sostituzione del presidente Gaetano Silvestri e del vicepresidente Giuseppe Mazzella, entrambi in scadenza di mandato a fine mese. Alle 12, Camera e Senato si riuniranno in seduta comune per eleggere, come prescrive la Costituzione, con il quorum dei due terzi dei componenti l’assemblea nelle prime tre votazioni e dei tre quinti nelle successive, due nuovi giudici scelti tra magistrati, in servizio o a riposo, provenienti dalle supreme magistrature (Corte di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti), professori universitari ordinari di materie giuridiche, avvocati con una esperienza di almeno vent’anni di esercizio della professione.

Solitamente la nomina si svolge secondo un "manuale" rodato, con scelte che ricadono su personalità generalmente estranee alla politica ma afferenti in un certo modo alle principali aree politiche. Ora però il quadro è cambiato, sia per le larghe intese, sia soprattutto per la comparsa sulla scena politica del Movimento 5 Stelle. E oggi, sul blog di Grillo, i componenti pentastellati delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato scrivono un lungo post in cui propongono, tra l'altro, quattro nomi "da offrire alla valutazione della società civile e delle altre forze politiche". Si tratta dei professori Antonio D’Andrea dell’Università di Brescia, Franco Modugno dell’Università La Sapienza di Roma e Silvia Niccolai dell’Università di Cagliari e dell'avvocato del foro di Milano Felice Besostri.

Scrivono i parlamentari grillini:

Il MoVimento 5 Stelle vuole fare la sua parte nella selezione di queste due persone che andranno a ricoprire un ruolo così rilevante. Vogliamo evitare che i vecchi partiti facciano sotto banco i loro comodi spartendosi i posti in un gioco di reciproci favori. Pertanto vogliamo rendere trasparente questa procedura introducendo un metodo innovativo che consiste nell’indicazione da parte di tutte le forze politiche dei criteri sulla base dei quali ciascuna formula le proprie proposte e rende pubblici i nomi delle personalità individuate.

I criteri utilizzati per la scelta dei candidati sono quelli di estraneità ai partiti,"personalità che si siano spese per difendere e rafforzare il Parlamento di fronte agli abusi del Governo, che abbiano condannato la prassi incostituzionale dell’eccesso nella decretazione d’urgenza, del ricorso costante alle questioni di fiducia e alla presentazione governativa di maxi-emendamenti, ecc". Con una lettera indirizzata a tutti i gruppi, i parlamentari a 5 stelle hanno invitato i colleghi a presentare candidature corredate da curricula per tutelare il prestigio e l'indipendenza della Corte.

Anche se domani iniziano le votazioni, non è detto che i due nomi vengano scelti tanto presto. La Corte può funzionare anche senza plenum – basterà eleggere il nuovo presidente, scelto come di prassi tra i membri più anziani per nomina, quindi uno tra Sabino Cassese e Giuseppe Tesauro – e in passato ci sono voluti anche anni per scegliere dei giudici costituzionali.

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