Jean-Luc Godard: "Mi auguravo la vittoria di Le Pen. Ora diventi premier"

Swiss French New Wave director Jean-Luc
Jean-Luc Godard, massimo esponente della Nouvelle Vague, ha lanciato una provocazione che sta facendo molto discutere in Francia. Il regista, in un'intervista a Le Monde, ha dichiarato "Speravo che il Front National arrivasse primo alle elezioni. Penso che Hollande dovrebbe nominare Marine Le Pen primo ministro".

Sollecitato dall'intervistatore ad esplicitare le motivazioni della sua proposta, Godard non si è sottratto. E ha risposto:"Così le cose si smuovono un po'. Facciamo finta almeno di muoverci un po', visto che non riusciamo davvero a fare niente. Fare finta è sempre meglio che non fare nulla".

Così l'intellettuale di sinistra, sempre eterodosso, prende le distanze dalle invettive moralistiche, scagliate dalla gauche au caviar contro la leader del Front National. Invettive che hanno accompagnato la campagna elettorale e il post elezioni.

Difficile capire se l'autore di indimenticabili capolavori, come Historie(s) du Cinéma e À bout de souffle, faccia sul serio o stia anche lui "facendo finta". Probabilmente, il suo è solo un modo per dare una piccola scossa al solito dibattito pubblico preconfezionato. In troppi, infatti, gridano allo scandalo dopo le elezioni europee, ma infondo ciò copre solo la scarsa capacità di costruire un'alternativa reale alla destra nazionalista.

Forse meglio guardare uno dei suoi ultimi film, Socialisme (girato sulla nostra Costa Concordia), per comprendere qualcosa della visione del regista, al di là delle provocazioni. Ivi, Godard "narra" la crisi profonda del capitalismo globale, dove tuttavia albergano ancora tracce spettrali di una esigenza di eguaglianza e di rivoluzione.

E nella sua ottica, è palese che la socialdemocrazia post-ideolgica non ha chance di porsi come agente di trasformazione. Dunque, non è da escludere che nel voto di protesta a Le Pen, il regista ci veda un'accelerazione della decadenza e allo stesso tempo uno scatto di rabbia verso l'esitente (anche se ancora cieca).

Non bisogna sottovalutare, però, che Le Pen potrebbe essere solo un elemento stabilizzatore nel panorama politico continentale, qualcosa da gestire per garantire la conservazione. Ad ogni modo, lasciatelo dire, meglio Godard che la sinistra del filosofo Bernard Henry-Levy.

Quella sinistra che ha abbandonato l'opposizione sociale, che è andata a braccetto con Sarkozy, che parla (in consonanza con il Front) della superiorità della civiltà occidentale e che ha sponsorizzato la guerra in Libia. Henry-Levy ben rappresenta quel "circoletto" di intellettuali che ha messo in cantina il pensiero critico e si è allontanato dai ceti popolari, per sposare la causa del "nuovismo" entusiasta. Saperlo indignato per la vittoria di Le Pen, allora, è francamente ridicolo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO