Riforma Senato, Pd: via Mineo, dentro Zanda

L'ex direttore di RaiNews colpevole di voler votare secondo le proprie convinzioni a proposito della riforma renziana. Il Pd decide per la sostituzione in Commissione Affari Costituzionali. Renzi "autoritario": «Nessuno ha diritto di veto». Mineo e altri 13 si sospendono: è crisi nel Pd?

Sulla Riforma del Senato Matteo Renzi non vuole ostacoli, né all'interno né all'esterno del partito.

E così, pochi minuti fa, l'ufficio di presidenza dei senatori del Pd a Palazzo Madama ha preso una decisione in linea con quella dei Popolari di ieri (il riferimento è alla sostituzione di Mario Mauro).

Corradino Mineo sostituito da Luigi Zanda

Corradino Mineo non farà più parte della Commissione Affari Costituzionali.

Al suo posto entrerà il capogruppo Luigi Zanda.

Mineo, che si era detto convinto che il Pd non avrebbe operato in tal senso, ha commentato laconicamente:

«E' un autogol per il governo e il partito far passare le riforme con un muro contro muro»

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-TALKS

Il messaggio che proviene dai renziani è chiaro: non si tollera il dissenso. O meglio: lo si tollera finché questo rimane sul binario morto e inoffensivo della dialettica. Quando invece le cose si fanno serie – è il caso di Mineo, appunto – e potrebbero diventare ostacoli per le riforme così come le ha pensate il premier insieme ai suoi fedelissimi, si ricorre a qualsiasi mezzo.

Persino alla sostituzione di un membro di una Commissione parlamentare.

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