Riforma Senato: Renzi dalla Cina si libera del dissenso interno al Pd

Per il premier bisogna dire basta al «diritto di veto». Ecco come viene giustificata la sostituzione di Mineo in Commissione Affari Costituzionali.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita in Cina, commenta a distanza quel che sta accadendo in Commissione Affari Costituzionali (la sostituzione di Mauro fra i popolari, il colpo di mano contro Mineo – senatore civatiano – sostituito da Zanda) e spiega:

«Noi non molliamo di mezzo centimetro, siamo convinti a cambiare il Paese. Le riforme non si annunciano, si fanno, e non lasciamo a nessuno il diritto di veto. Contano più i voti degli italiani che il diritto di veto di qualche politico»

Parole come pietre? No. Semplicemente, una volta per tutte, questo è il vero volto di Matteo Renzi e della sua concezione di Partito democratico: il partito è democratico finché tutti fanno come dice lui e nessuno si mette di traverso.

Fateci caso: il dissenso interno, la normale dialettica politica in un sistema rappresentativo che non prevede il vincolo di mandato diventa «diritto di veto» da combattere.

I «voti degli italiani» diventano uno strumento per giustificare il silenziatore che viene imposto al medesimo dissenso interno.

Poi, agli imprenditori italiani in Cina, Renzi sciorina pure – sempre ad uso e consumo interno, sia chiaro, la retorica da patriota:

«Non ne possiamo più di un'Italia rannicchiata, impaurita, c'è fame di Italia nel mondo e noi dobbiamo fare di più. Dobbiamo smettere di dividerci e fare finalmente gioco di squadra. Noi andremo avanti a testa alta».

Italian Prime Minister Matteo Renzi Visits China

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO