Le pagelle del giovedì

Mara Carfagna: “ministre” da gossip. Voto – 8. Nel Belpaese fa più audience Mara Garfagna a Matrix che il tonfo delle borse. Di fronte al buon Mentana, l’avvenente ministra non ha una parola da dire sul governo e sui problemi dell’Italia e del mondo. Forse perché, come dice quasi fosse Winston Churchill: “C’è un tempo per tacere e uno per parlare”. Ma de che? Poi si spiega: “In questo paese impera il maschilismo. E la presunzione di ignoranza per cui un uomo che fa politica si pensa comunque sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno”. Santa innocenza! Forza Italia!

Maria Stella Gelmini: claque da regime. Voto – 8. E’ il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer ad accusare la regione Lombardia di voler “precettare” 150 dipendenti pubblici del Pirellone per partecipare ad una assemblea pubblica in orario di lavoro presenziata dal ministro dell’Istruzione Gelmini. I dipendenti dell’Assessorato Istruzione hanno ricevuto una nota per partecipare all’assemblea del 13 ottobre in cui si dice: “la partecipazione è da intendersi, a tutti gli effetti, quale attività di lavoro”. Come denuncia su Aprileonline il segretario della Cgil scuola Pantaleo: “Queste cose le faceva il regime”. Che dicono la Gelmini e il “moralizzatore” Brunetta?

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