Crisi Pd? 14 senatori si autosospendono. Renzi: "Non lascio il paese in mano a Mineo"

Dopo le esternazioni di Renzi, una parte del Pd inscena una sorta di protesta "in attesa di chiarimenti".


Corradino Mineo annuncia su Twitter che 13 senatori del Pd si sono autosospesi dal gruppo parlamentare in attesa di chiarimenti.

La "protesta" avviene dopo la sostituzione in Commissione Affari costituzionali dello stesso Mineo – che non garantiva il voto a Renzi sulla riforma del Senato – e dopo che Renzi, dalla Cina, aveva troncato ogni discussione bollando il dissenso interno come se fosse un privilegio acquisito e inaccettabile, chiamandolo «diritto di veto».

I senatori in questione: lo stesso Mineo e poi, verosimilmente, Casson, Chiti, Corsini, D'Adda, Dirindin, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Tocci, Turano.

Ora bisogna capire cosa accadrà. E' evidente che una minoranza del partito non condivide la metodologia renziana, oltre ad avversarne i contenuti.

Ed è altrettanto evidente che Renzi il decisionista non ha alcun interesse a dialogare con chi non la pensa come lui, come dimostrano le parole pronunciate dal presidente del Consiglio al ritorno dall'Asia: "Non ho preso il 41% dei voti per lasciare il futuro del Paese a Mineo. È stupefacente che Mineo parli di epurezione, un partito non è un taxi che uno prende per farsi eleggere".

Crisi Pd 13 senatori si autosospendono

(in aggiornamento)

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