Il Nuovo Centrosinistra pronto al via? Ecco chi ne farebbe parte

Fuoriusciti di M5S e Pd, più la quota di senatori di Sel. Ma ancora non c'è niente di ufficiale.

All'interno del Movimento 5 Stelle si respira un'aria pesante dopo il referendum che ha deciso dell'alleanza europea con la destra xenofoba di Nigel Farage (pare che un paio di europarlamentari stiano già pensando all'addio); e questo quando solo da pochissimo è nato il gruppo di ex dissidenti M5S di Democrazia in Movimento. Nel Partito Democratico, nonostante la clamorosa vittoria alle europee, le cose non vanno proprio per il verso giusto, vista la ribellione dei 14 senatori, parte dei quali guardano direttamente a Pippo Civati. Infine Sel, che da un po' di tempo a questa parte e divisa tra filo e antirenziani, tanto che più di una volta si è parlato di una possibile e sciagurata scissione.

Il risultato è questo caos potrebbe in tempi brevi trasformarsi in un caos creativo che dia vita non a un nuovo partito, ma a un nuovo gruppo parlamentare, per la precisione al Senato, guidato proprio da Pippo Civati e che andrebbe sotto il nome di Nuovo Centrosinistra, per sottolineare il ruolo che avrebbe di contraltare - magari più critico ma meno problematico da un punto di vista di identità politica - al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Ma chi ne farebbe parte e quali sono i numeri?

Il gruppo di Democrazia in Movimento dovrebbe nascere oggi, contando la bellezza di 12 epurati dal M5S. Sel ha solo 7 senatori, che entrerebbero tutti a far parte del nuovo gruppo potendo così lasciare il non troppo prestigioso gruppo misto. E poi c'è il Pd. Qui la situazione è chiaramente più delicata: quasi impossibile pensare che tutti e 14 i senatori critici con la linea renziana decidano di abbandonare il partito; ma 5/6 potrebbero farlo, quelli maggiormente legati a Pippo Civati che di tutte queste manovre è il grande orchestratore.

Si arriva così a un gruppo di circa 25 senatori, comunque meno dei 33 del Nuovo Centrodestra ma sufficienti a reggere una nuova maggioranza (con numeri però ancora più risicati). Ma al Partito Democratico interessa una soluzione di questo tipo (e parlando di Partito Democratico, bisogna intendere Matteo Renzi)? Al momento, probabilmente no. L'alleanza con Ncd è ben salda e soprattutto dalle parti di Alfano nessuno ha troppa voglia di andare verso una crisi di governo che non si a cosa porterebbe. Certo è che se la coalizione di centrodestra dovesse davvero rinascere (e le prime manovre sono iniziate), allora l'alleanza tra Pd e Ncd sarebbe ben più complessa da tenere in piedi. E un Nuovo Centrosinistra, a quel punto, farebbe la gioia sia degli elettori Pd che del governo.

Civati

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