Sondaggi politici: il Pd sale ancora, stabili Fi e M5S

Dopo il flop delle europee, tornano i sondaggi politici.

Dopo aver clamorosamente toppato ogni possibile previsione alla vigilia delle elezioni europee, in cui veniva preconizzato un testa a testa tra Pd e M5S che assolutamente non c'è stato, tornano i sondaggi politici, in questo caso condotti dall'Istituto Piepoli per Ansa. E la cosa che salta immediatamente all'occhio è che i valori sono totalmente cambiati rispetto agli ultimi sondaggi a disposizione, adeguandosi ai risultati delle europee.

Che cosa significa questo? Che improvvisamente i sondaggisti hanno rivisto la luce delle previsioni corrette o che questi numeri sono corretti, nel senso che vengono adattati in base a quello che si sa? L'ardua questione rimane per il momento senza risposta, quello che invece è ormai assodato è che il Partito Democratico è saldamente un partito dal 40%, anzi dal 42%, visto che secondo i sondaggi di Piepoli il partito guidato da Renzi è ulteriormente in crescita dopo le europee. Resta però da capire se i recenti malumori possano in qualche modo compromettere questa marcia trionfale.

sondaggi

Dietro restano stabili i due principali altri partiti. Il Movimento 5 Stelle è al 21% (ma qualche contraccolpo ulteriore potrebbe arrivare anche per il partito di Grillo e Casaleggio, visti i tanti malumori che hanno seguito la decisione di allearsi in Europa con la destra di Nigel Farage) e Forza Italia al 16,5%. Una situazione, quella del partito di Berlusconi, che peraltro mette a rischio le riforme concordate dal Cavaliere e da Renzi, visto che molti all'interno di Fi sono stufi di, come dicono loro, "dare il sangue per il Pd".

Restano i partiti minori, alle prese con i bilanci post-elettorali. Tra questi l'unica forza che davvero sorride è la Lega Nord, ormai stabile al 6%, mentre Ncd e Udc non vanno oltre il 4,5% e Fratelli d'Italia arriva al 3,5%. Sel è a un passo dall'irrilevanza, essendo ormai scesa attorno al 2,5%. Nel complesso, la coalizione di centrosinistra è notevolmente più forte (45,5%) di quella di centrodestra, che non va oltre il 31%.

Centre-left leader Walter Veltroni's dau

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