Mose, Orsoni si dimette da sindaco di Venezia

Il primo cittadino veneziano rassegna le dimissioni, ma non risparmia le critiche al Pd

Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha presentato le dimissioni, dopo essere finito agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta della procura cittadina sulla presunta corruzione nei lavori per la costruzione del Mose.

Orsoni, al quale il Pd aveva chiesto di fare un passo indietro, ha annunciato le dimissioni con una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Comune dove ieri, tornato in libertà dopo la revoca dei domiciliari, il sindaco era tornato a rivestire il suo ruolo, aggiungendo che non si sarebbe dimesso.

Orsoni ha parlato di grande amarezza, ribadendo di avere operato nell’interesse della città e specificando che le dimissioni non avranno effetto immediato, ma diventeranno effettive dopo 20 giorni.

È stato il Pd a chiedere formalmente – con un comunicato diffuso in mattinata – le dimissioni del primo cittadino veneziano; Orsoni ha revocato la Giunta comunale chiarendo come questa iniziativa non faccia altro che "certificare da parte mia il venir meno di qualsiasi fiducia nel rapporto con la rappresentanza politica che mi ha espresso" chiarendo che la revoca "non riguarda l'operato dei singoli assessori".

Orsoni, insomma, non si è certo risparmiato nel criticare il Pd:

Le reazioni per lo più opportunistiche e ipocrite di singoli esponenti, anche della maggioranza che sino ad ora ha sostenuto la mia giunta, mi hanno convinto che non sussistono neppure le condizioni minime per un percorso amministrativo per gli atti urgenti.

Orsoni - indagato nell'inchiesta con l'accusa di finanziamento illecito a partiti relativa alla sua campagna elettorale del 2010 - ha concordato con i pm veneziani un patteggiamento a 4 mesi, su cui ora sarà chiamato a esprimersi il gup.

orsoni

Via | Reuters

Foto | Youtube

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