Assemblea nazionale PD, diretta: Matteo Orfini nuovo presidente. Il discorso di Renzi

Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani sono stati scelti come vice-segretari.

Il Pd ha eletto il suo nuovo presidente durante l'Assemblea nazionale all'Hotel Ergife di Roma: su proposta di Matteo Renzi è stato scelto come successore di Gianni Cuperlo il leader del "Giovani Turchi", Matteo Orfini, che nel suo primo intervento ha invitato il partito all'unità e ha detto che spera di poter parlare nei prossimi giorni con i senatori dissidenti sulla riforma del Senato. Come ha detto Civati, l'indicazione di votare Orfini è arrivata stanotte con un sms. Durante l'assemblea la proposta è stata approvata con larghissima maggioranza e lo è stesso è accaduto con la ratifica della carica di vice-segretario per Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, anche in questo caso su proposta di Renzi.

Il Premier ha affrontato i più svariati argomenti, molti già trattati nella riunione di Presidenza del Pd che si è tenuta a fine maggio, subito dopo le elezioni Europee. Il punto di partenza del discorso del segretario è stato il 40,8% preso proprio alle elezioni del 25 maggio, ma c'è stato modo di riflettere anche sulle amministrative. Qui di seguito tutto quello che è stato detto durante l'Assemblea dal segretario Renzi e dal nuovo presidente Orfini.

12:35 - In chiusura del suo discorso Orfini dice che nel Pd non ci deve essere un derby tra vecchia e nuova generazione, ma occorre lavorare tutti insieme. Sulla Rai dice che bisogna ripensare a una redistribuzione delle risorse, quindi tagliare sì, ma preoccuparsi non delle grandi star che guadagnano milioni di euro, ma dei precari che magari ne prendono 500 e sono coloro che davvero mandano avanti le trasmissioni. Poi il nuovo presidente del Pd invita il partito all'unità nella sfida a mantenere il 40,8% portando avanti delle riforme innovative.

12:25 - Orfini invita i senatori che si sono autosospesi a riflettere sul fatto che nell'ultimo anno e mezzo nel Pd in molti hanno rispettato le scelte del partito diverse dalle proprie idee e fa l'esempio dell'Italicum e si definisce come "l'ultimo proporzionalista rimasto all'interno del Pd". Dice di aver fatto le sue battaglie, ma sempre all'interno del Pd, poi in Parlamento ha votato come ha scelto la maggioranza. Orfini spera di incontrare i senatori dissidenti nei prossimi giorni.

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12:22 - Comincia il primo intervento da presidente del Pd di Matteo Orfini.

12:21 - Approvata a larghissima maggioranza anche la ratifica delle nomine a vicesegretari di Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini.

12:20 - Si procede subito all'elezione di Matteo Orfini come presidente: approvato a larghissima maggioranza.

12:18 - Il discorso di Matteo Renzi si è appena concluso. Tantissimi i temi toccati dal segretario del Pd nonché Presidente del Consiglio. Qui di seguito trovate tutto quello che ha detto nel corso del suo intervento.

12:14 - Sui dissidi interni Renzi dice: "Noi non mandiamo via nessuno, ma non possiamo permettere a qualcuno di ricattare con la sua presenza il Pd e il suo 40,8%". Poi dice che dalla settimana prossima si comincia a votare sulle riforme e spera che lo si faccia con voto palese perché "la ferita dei franchi tiratori su Romano Prodi come Presidente della Repubblica è ancora aperta".

12:07 - Su Rai e Mediaset Renzi dice che il mondo della comunicazione ora è completamente diverso, non si può più parlare di duopolio "Non siamo a 20 anni fa quando ancora non c'era Google…".

12:05 - Nella scommessa culturale di Renzi rientra anche l'Expo, il food, la Rai.

12:03 - Al patto educativo va accostata una scommessa culturale, dice che le fondazioni liriche sinfoniche vanno salvate educando i bambini alla bellezza della musica, non diversamente.

11:59 - Il premier sottolinea che senza il decreto Poletti l'Electrolux non sarebbe rimasta in Italia e oltre mille persone avrebbero perso il lavoro. Però dice "Dalla crisi non esci con nuove norme sul lavoro, ma ci esci se prendi questo 40,8% e compi la vera grande rivoluzione di cui c'è bisogno, quella educativa" e ricorda che proprio ieri ha sbloccato i cantieri di edilizia scolastica, ma dice che questa è solo l'ABC, una classe dirigente non si limita a costruire le scuole, ma costruisce la vera cittadinanza. Dice che si è rotto il patto educativo tra insegnanti e famiglie perché chi entra dopo anni nella vita da professore ci entra stremato e convinto che la scuola sia l'ultima ruota del carro, entra in cornici educative in cui i genitori se la prendono più con gli insegnanti che con i figli maleducati.

11:57 - Renzi parla della corruzione e del fatto che ci sono stati "ladri anche tra le guardie", insiste sulla necessità di sbloccare la realizzazione delle opere pubbliche perché quando si allungano i tempi si inseriscono le varianti d'opera che aprono il terreno alla corruzione.

11:55 - Ecco che Renzi propone Matteo Orfini come presidente del Pd, perché, dice, non va necessariamente cercato in chi fa parte della maggioranza che ha vinto le primarie. Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, invece, sono le sue proposte come vicesegretari.

11:52 - Sui dissidi interni, Renzi dice di trovarli ridicoli quando si basano solo su pregiudizi e dice "Se dobbiamo dividerci dobbiamo farlo sulle idee, non sui cognomi" (con riferimento alle varie correnti "renziani", "civatiani" ecc.).

11:50 - Sulla questione energetica Renzi dice che occorre intervenire in modo innovativo. Ricorda che sono stati distribuiti molti sussidi per le rinnovabili, ma è pesato sui cittadini.

11:48 - Sull'immigrazione Renzi dice: "Chiediamo che l'operazione Mare Nostrum non sia cancellata, ma gestita dall'Europa, è un fatto di civiltà. Chiediamo che ci sia una corresponsabilità non solo economica, ma anche politica". Poi fa un'allusione a "qualche xenofobo con cui qualcuno dialoga", chiaro riferimento a Farage dell'Ukip e al M5S.

11:45 - Tra le responsabilità del 40,8% c'è anche l'introduzione del quoziente familiare dal 2015 e delle civil partnership, subito dopo la legge elettorale, a settembre.

11:43 - Ora il segretario insiste sulla necessità della semplificazione della vita dei cittadini nel pagare le tasse.

11:40 - Renzi dice: "Vi prego a nome del Pd, a chi è a conoscenza di casi di corruzione, vada a raccontare tutto al primo palazzo di Giustizia, per rispetto verso le donne e gli uomini che fanno i volontari alla festa dell'Unità"

11:35 - Sulla riforma della Pubblica Amministrazione presentata ieri dal ministro Madia il premier fa notare che è il risultato del confronto e dell'ascolto con i cittadini e lo stesso si sta facendo per la riforma del terzo settore e quella della giustizia. Su quest'ultimo punto dice che il Pd non ha paura di vincere la sfida del garantismo, "noi siamo garantisti per davvero".

11:32 - Renzi dice: "Non si può fare la carriera politica per tutta la vita, si può mantenere l'impegno, la passione, perché non ci si può dimettere da cittadini, ma basta pensare che il mestiere della politica possa durare per sempre".

11:28 - Sul M5S: "In tre anni hanno preso tre capoluoghi di provincia, tra 105 prenderanno tutta l'Italia". Il M5S ha criticato il Pd sul fatto di aver candidato cinque donne come capolista e Renzi ricorda dei tweet che si chiedevano "con quale delle cinque perderà di più", invece come è noto il Pd ha vinto ovunque e Simona Bonafè per esempio è stata la donna più votata.

11:26 - Battutina di Renzi sul fatto che il Pd non si deve far coinvolgere nei dibattiti sulle nomine per le cariche europee o su discussioni come quella sull'Inghilterra se resta o non nell'Europa e dice "Noi l'Inghilterra la vogliamo buttare fuori dai Mondiali, ma non dall'Europa" con evidente allusione alla partita di stasera.

11:22 - Dal dato delle europee "con il 4 davanti", Renzi passa a un altro, quello della disoccupazione giovanile che continua ad aumentare. Poi invita i suoi a riflettere su come usare il risultato delle elezioni in Europa e anche a livello nazionale. Secondo lui l'unica carta che il Pd deve usare nei prossimi mille giorni è quella educativa e culturale che parta dalle scuole e anche dalla Rai (lo aveva detto anche nella riunione di Presidenza all'indomani del voto).

11:21 - Renzi si dice particolarmente felice per la vittoria del comune di Casal di Principe.

11:20 - Qualcun altro, dice Renzi, mi fa notare che esaltare il risultato delle europee fa sottovalutare quello delle amministrative, ma il segretario, pur ammettendo la sofferta sconfitta in piazze come Livorno o Perugia, il Pd ha conquistato molti comuni, 20 capoluogo (prima erano 14) e tre Regioni che prima non erano del centrosinistra.

11:16 - Matteo Renzi ha iniziato dicendo che alcuni lo hanno criticato per aver scelto di mettere nella scenografia l'indicazione del risultato ottenuto alle elezioni europee. Il segretario spiega che quel numero, 40,8%, è "un'attestazione di fiducia, un dato sconvolgente", poi aggiunge: "Se lo consideriamo un risultato ottenuto perché siamo stati bravi noi lo perdiamo subito, ma se lo consideriamo come un punto di partenza ci aiuterà a cambiare davvero l'Italia, è un investimento su ciascuno di noi perché è un risultato che ci carica di una responsabilità spaventosa"

11:12 - L'assemblea è appena cominciata, in questo momento si sente l'inno di Mameli.

11:05 - Poco prima di entrare all'Ergife Pippo Civati ha detto che l'indicazione di Matteo Orfini come nuovo presidente è arrivata durante la notte con un sms e dunque è praticamente ufficiale.

Assemblea nazionale PD: relazione di Renzi ed elezione del presidente


Il Pd oggi elegge il suo nuovo presidente. Oggi all'hotel Ergife di Roma è convocata l'assemblea nazionale e all'ordine del giorno, oltre alla relazione del segretario Matteo Renzi, è prevista appunto l'elezione del successore di Gianni Cuperlo e stamattina uno dei nomi che circola con più insistenza per questo ruolo è quello di Matteo Orfini ossia il leader di quelli che vengono chiamati "i Giovani Turchi".

Oltre a Orfini ci sono altri personaggi di spicco in corsa come l'ex segretario Guglielmo Epifani e Paola De Micheli che è sostenuta soprattutto da Area Riformista che fa capo all'ex presidente Cuperlo e a Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati.

Prima di tutto, però, ci sarà la relazione di Matteo Renzi, che probabilmente accennerà, oltre che al lavoro che sta facendo con il suo governo, anche ai dissidi interni degli ultimi giorni, soprattutto dello scontro sulle riforme costituzionali che hanno portato alla sostituzione di Corradino Mineo e Vannino Chiti nella Commissione Affari Costituzionali dopo la quale 14 senatori si sono autosospesi.

C'è molta attesa per l'assemblea di oggi tra mille fibrillazioni, ma Mineo stamattina prima di entrare all'Ergife ha detto che l'unità del Pd non è a rischio, non lo si vuole mettere in difficoltà in vista di sfide ben più dure che il governo dovrà affrontare in Parlamento.

Come scenografia è stato scelto un tabellone con su scritto un numero: 40,8%, ossia i voti presi dal Pd alle recenti elezioni europee, un exploit che mette Matteo Renzi in una posizione di forza. Il Premier non vuole rallentamenti, soprattutto da parte dei suoi stessi colleghi di partito e probabilmente anche oggi si farà sentire.

Assemblea nazionale Pd 14 giugno 2014

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