Ue: Farage e Grillo rischiano di finire tra i Non Iscritti

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Sarebbe veramente un capolavoro politico quello di Beppe Grillo, se alla fine i neoparlamentari europei del Movimento 5 Stelle finissero tra i Non Iscritti. Ipotesi nient'affatto improbabile in questo momento. Ricordiamo, a tale riguardo, che il regolamento del Parlamento di Bruxelles è molto chiaro: per formare un gruppo sono necessari 25 deputati da almeno sette Paesi Ue. E in questo momento Efd (Europa della libertà e delle democrazie), gruppo nel quale dovrebbero confluire i pentastellati e l'Ukip di Nigel Farage, non ha i requisiti.

Efd conta oggi rappresentanti di cinque nazioni: oltre al M5s italiano e all'Ukip inglese, hanno aderito il Tvarka ir teisingumas lituano, l’olandese Sgp e il ceco Strana svobodných občanů. Ovviamente non bastano e la scadenza per formare il gruppo è molto ravvicinata: il 24 giugno. Prima di quella data bisognerà trovare una soluzione. O meglio, la soluzione dovrebbe essere obbligata per i grillini. Le regole del discusso referendum on line, somministrato dalla Caseleggio Associati ai fan di Beppe, prescrivono che sia cogente la seconda opzione più votata: quella di confluire tra I Non Iscritti.

Cosa comporterebbe ciò? I parlamentari pentastellati non avrebbero alcuna incidenza sui processi decisionali. Non avrebbero accesso a presidenze e vice presidenze delle commissioni parlamentari, ai dossier legislativi e non potrebbero assumere personale qualificato. Come dire, buone vacanze ai 5 Stelle! Sarà una vacanza lunga quattro anni, in cui se va bene metteranno qualche filmatino scabroso sulla casta su Youtube.

Farage, il nazionalista, lo sviluppista, il protezionista, insomma l'antisistema più sistemico che ci sia, ora è anche indagato per la mancata dichiarazione di 205mila sterline di finanziamenti elettorali. Ciò, sommato alle indigeste uscite dell'eccentrico personaggio, sta indirizzando tutti i partiti conservatori indecisi verso il gruppo Ecr (Europei Conservatori e Riformisti). In questo raggruppamento, sono presenti i tories del premier britannico David Cameron.

Ecr è risultata essere la quarta opzione più votata nel referendum online dei 5 stelle. Altro che "né destra né sinistra" verrebbe da dire. Si poteva scegliere tra la destra e la destra. Efd o Ecr, la scelta era chiara: in Europa si collabora con dei liberisti sprezzanti delle tematiche ambientali. Ma forse come direbbe Grillo, "non avete capito". Già, forse il Movimento stesso non ha capito, sono di destra senza saperlo.

Coupe de théatre! Il capo delegazione M5s, Ignazio Corrao, però si dimostra recidivo alle regole del referendum virtuale. Ha dichiarato, che nel caso in cui non si riuscisse a formare il gruppo di Efd, allora "in questo caso bisognerà valutare di nuovo, ma sono sicuro che ce la faremo". Tanti auguri! Perché in quel caso non solo ci si rimangerebbe la parola data, ma arriverebbero nuovi problemi.

Grillo ha escluso l'alleanza con Marine Le Pen. Ha escluso anche quella con i Verdi (d'altro canto sono stati gli stessi Verdi ad escluderla prima di lui). E non può allearsi con la "peste rossa" della Sinistra Europea, che a sua volta non ha proprio intenzione di fare un patto che risulterebbe "comico". Cosa rimane?

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