Vendola "ricompatta" Sel con la metafora dell'anguilla

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E' noto che Nichi Vendola ha sempre avuto ambizioni letterarie, in particolare da poeta. Una delle sue figure retoriche preferite, anche quando parla da politico, è la metafora. Così dopo la tolkieniana "siamo una terra di mezzo", usata in campagna elettorale, ora ne è arrivata un'altra: "siamo un'anguilla, scappiamo da chi ci fa tornare indietro". Ma cosa avrà voluto dire il Presidente di Sinistra Ecologia e Libertà?

Secondo quanto riportato da il Manifesto, è possibile che se lo siano chiesti ieri anche i presenti all'Assemblea nazionale del partito. Pare siano rimasti parecchio perplessi. In ogni caso, al di là del criptico vendolese, il documento del Presidente è passato. Il testo praticamente non risolve nessuno dei nodi da sciogliere all'interno di Sel, ma quantomeno per il momento la tiene unita. Ricordiamo, a tale riguardo, che il rischio scissione non sembrava così lontano qualche giorno fa.

Il discorso di Vendola lascia aperte tutte le opzioni, dal'alleanza con il Pd al rinnovato impegno ne L'Altra Europa. Il Presidente (quasi sincronicamente) si dice pronto a fare opposizione e a sostenere il governo, qualora Renzi si libe­rasse "della destra impre­sen­ta­bile e delle poli­ti­che di austerity". Ipotesi, quest'ultima, palesemente improbabile. E andando sui problemi da sbrigliare in tempi brevi?

Anche lì il Presidente è ambiguo. Si limita ad auspicare una riapertura di una discussione laica sul decreto degli 80 euro. E, infine, non poteva mancare una piccola stoccata a Barbara Spinelli, che la settimana scorsa ha rimproverato a Sel un atteggiamento poco lineare. "Abbiamo scelto di stare con Tsipras" ha replicato Vendola. "Meglio tardi che mai" avranno pensato molti militanti.

E' arrivata anche la lettera di Alexis Tsipras in Assemblea. Il trentanovenne greco prova ad essere rasserenante: "L’aiuto dei militanti e amiche e amici di Sel in questo sforzo collettivo era determinante". Tuttavia, il leader di Syriza ci ha tenuto anche a specificare che "la presenza di Barbara Spinelli al Parlamento europeo è positiva".

Cosa che in verità non pensano affatto molti esponenti di Sel. L'ovazione tributata ieri a Marco Furfaro, infatti, non ha rappresentato solo un riconoscimento al candidato escluso dal Parlamento europeo. Ma anche un disappunto netto su come è stato gestito il post-elezioni dalla giornalista di Repubblica.

L'area filo-Pd di Gennaro Migliore resta per ora la minoranza e tiene bassa la polemica. Lo scontro, però, è solo rinviato al prossimo autunno, quando sarà celebrata l'assemblea programmatica. Le elezioni non sono vicine, quindi tutti hanno interesse a prendere tempo. Ma se si desse vita ad un lungo processo di logoramento interno nei prossimi mesi, Sel potrebbe pagare un conto molto salato.

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