Lo show di Ségolène Royal e la sinistra-spettacolo

Non ho mai capito perchè, ma le elezioni francesi sono sempre le più seguite in Italia, giusto dopo quelle americane. Sarà forse il sistema presidenziale, o il particolare rapporto che lega il nostro paese alla Francia. Fatto sta che sicuramente nessuno si sarà scordato di Ségolène Royal, la sfidante socialista di Nicolas Sarkozy nel 2007. Ebbene, che fine ha fatto Ségolène?

E' presto detto: si è candidata alla segreteria del PS, al posto del suo ex compagno François Hollande, che lascia dopo 10 anni di regno ininterrotto. E' proprio in queste settimane che si sta tenendo la campagna elettorale per le primarie del partito e la Royal ha organizzato un evento per chiamare a raccolta i suoi sostenitori, intitolato "La fraternité à son Zenith", goffo gioco di parole tra la fratellanza (il tema della serata) e lo Zenith, palaconcerti della periferia parigina. La serata (di cui potete vedere un estratto nel video) ha lasciato un po' tutti di stucco.

La Royal si è presentata infatti sul palco, dopo le esibizioni di gruppi raggamuffin e hard rock, con un'immagine completamente nuova: capelli ricci e selvaggi, una specie di tunica blu e dei semplici jeans al posto dei completi di algida eleganza a cui aveva abituato il pubblico, movenze e cadenze da donna di spettacolo, giochi di luci stroboscopiche e battute umoristiche. Suscitando le reazioni più disparate.

C'è chi l'ha accusata di sembrare un predicatore televisivo, o un politico americano (gravissima offesa in Francia), chi addirittura di ricordare i comizi di Le Pen. D'altra parte c'è chi invece l'ha difesa e ha accusato i suoi critici di maschilismo. Ségolène, da parte sua, ha risposto con un'alzata di spalle di abituarsi, perché ha intenzione di continuare così. Una strategia che, per il momento, non sembra ripagarla a dovere: nei sondaggi per le primarie del partito è infatti solo terza, dietro al popolare sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, esponente della vecchia guardia del partito, e a Martine Aubry, figlia di Jacques Delors.

Questo potrebbe portare ad interrogarsi sull'efficacia di una certa sinistra-spettacolo che si è vista all'opera anche in Italia: tutti ricordiamo infatti la discussa scenografia del discorso di auto-investitura di Walter Veltroni al Lingotto, oppure lo sfondo tipicamente centro-italiano del famoso "Discorso per l'Italia" , ma vi sfido a ricordare un'idea politica innovativa che sia emersa da quei comizi, al di là di qualche concessione alla retorica securitaria degli avversari che, come si è visto poi, ha riscosso anch'essa ben poco successo presso l'elettorato.

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