Maturità 2014, l'Europa cento anni dopo la Prima Guerra Mondiale

La traccia storica della prima prova dell'esame di Maturità 2014 verte sull'anniversario dei cent'anni dallo scoppio della prima guerra mondiale

Maturità 2014, l'Europa del 1914 e l'Europa del 2014, Traccia del tema

L’Europa del 1914 e l’Europa del 2014: quali le differenze?

Verte sulle riflessioni sulla prima guerra mondiale il tema storico (tipologia C) della prima prova della Maturità 2014. A cent'anni dallo scoppio del conflitto che ha cambiato per sempre gli assetti politici del pianeta, viene richiesto di fare un confronto fra l'Europa del 1914 e quella del 2014, evidenziando le tappe che hanno segnato il cambiamento.

L'Europa a cento anni dalla Prima Guerra Mondiale


Uno degli anniversari storici che ricorrono quest'anno è certamente quello che ricorda lo scoppio delle ostilità della Grande Guerra, che gli studiosi fanno cadere nell'estate del 1914. Ha infatti data 28 giugno 1914 la dichiarazione di guerra dell'Impero austro-ungarico al Regno di Serbia, a seguito all'assassinio politico dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'evento, noto come "attentato di Sarajevo" fu di fatto la scintilla che fece incendiare la già traballante polveriera Europea.

Non si può infatti parlare di prima guerra mondiale senza prendere in considerazione il fragile assetto politico dell'Europa negli ultimi lustri del 1800, periodo in cui vigeva un rigido sistema di alleanze fra Stati, dettato dall'imperialismo selvaggio dell'epoca. Il contrasto, ad esempio, per il dominio economico delle colonie, che vedeva contrapporsi Francia e Inghilterra da una parte e Germania dall'altra, fu sia terreno fertile per un clima di tensione pre-bellico, sia divisione precisa delle fazioni durante la guerra stessa.

A detta degli storici l'assassinio serbo dell'arciduca rappresentò solo la scusa perfetta per far scoppiare il conflitto, caldeggiato già da tempo dall'allora cancelliere di ferro Otto Von Bismarck, artefice solo pochi anni prima della nascita dell'Impero Tedesco.

Sempre gli storici ritengono che dopo il precedente periodo della Belle Epoque, in cui in Europa vigeva prosperità e pace, nonché rapporti di "buon vicinato" fra Stati, furono proprio le spinte imperialiste delle nazioni "leader" a creare un clima pesante dettato da una sorta di corsa a voler primeggiare sulle altre.

La tematica è quanto mai attuale a cent'anni dallo scoppio di quel conflitto, in quanto molti studiosi ritengono che la guerra sia una faccenda ciclica e fisiologica che va di pari passo proprio con l'alternarsi di fasi di benessere ed altrettante di malessere. Ragione che porta a credere che non si sia mai davvero al sicuro dallo scoppio di un nuovo conflitto mondiale.

Proprio la storia racconta che dopo la sanguinosa guerra del 15-18 e dopo una successiva fase di distensione, si è di fatto arrivati nuovamente ad un altro scenario bellico mondiale ancora peggiore. Causato stavolta dalla rabbia dei vinti in attesa di rivalsa. Fortunatamente dopo la fine dei poco gloriosi fatti del 45 qualcosa è cambiato e la diplomazia ha finalmente dettato le regole per un vivere collettivo basato sulla pace piuttosto che sulle alleanze.

Ovviamente facciamo riferimento alla nascita delle Nazioni Unite, evento che si colloca quasi a metà fra lo scoppio del primo conflitto mondiale e il nostro pacifico vivere contemporaneo. L'ONU, ad oggi la più importante organizzazione intergovernativa del pianeta, è una tappa vitale nello sviluppo di una società planetaria basata sulla cooperazione e su un uso della forza come estrema ratio (solo per gestire eventuali situazioni di sicurezza collettiva).

Grazie alla nascita di questa struttura sovranazionale nel 2014 possiamo parlare di tutela dei diritti umani, in costante aggiornamento per venire incontro alle crescenti esigenze del mondo moderno. Di fatto fino a che il sistema delle Nazioni Unite e del diritto internazionale reggono, per l'umanità intera sarà più facile dormire sonni tranquilli, sperando in un'universalizzazione dei diritti umani che copra a macchia d'olio anche i Paesi ad oggi ancora martoriati da ingiustizie e guerre civili.

Il rovescio della medaglia è che se da una parte da più di mezzo secolo l'Ovest del mondo, di cui l'Europa fa ovviamente parte, si ripropone di perfezionarsi e di cambiare le condizioni penose dei paesi più poveri, investendo nella pace e nella collaborazione, dall'altra nessuno è disposto a parlare di disarmo, cosa che evidenzia un rischio reale e potenziale di ricadere nelle vecchie abitudini.

Di fatto la nostra cara Europa, che oggi dimostra ampia fiducia nelle organizzazioni di carattere sovranazionale (tant'è che di recente ha votato la rielezione per il suo Parlamento Europeo) da cent'anni si porta sul groppone la responsabilità delle guerre mondiali. Tuttavia la situazione odierna evidenzia meno rivalità e più cooperazione fra gli Stati rispetto a un secolo fa, grazie ad una mentalità diversa, a regimi più democratici, al libero spostamento di persone e merci sul territorio e alla moneta unica.

La speranza è che questo 2014, che segna il centenario dallo scoppio del primo conflitto mondiale, possa preannunciare con orgoglio un settantenario senza guerre globali, traguardo che va mantenuto saldo negli anni per noi stessi e per le generazioni future. La storia insegna che le vicende degli uomini vanno tramandate di padre in figlio per evitare di commettere gli stessi errori, la riflessione dalla sua aiuta anche a mettere dei paletti e a migliorarsi giorno dopo giorno.

Maturità 2014

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO