Gianfranco Fini torna in politica in versione allenatore

Il 28 giugno la convention per il lancio del suo nuovo movimento. Ma c'è ancora spazio nell'ingolfato centrodestra italico?

Al grido di #senzasecondifini, Gianfranco Fini ci riprova. Già da qualche tempo si sapeva che l'ex leader di Alleanza Nazionale, dopo il fallimento del progetto Futuro e Libertà, stava lavorando alla sua riscossa, ora il tutto è stato ufficializzato con il nuovo sito Partecipa, una convention per il 28 giugno a Roma e un video (che trovate in cima al post) in cui il nostro si mostra in versione allenatore di una squadra di calcio (a giudicare dagli spalti, più o meno di Lega Pro). Ora, è curioso che Fini, uscito pesantemente bastonato dalla sua sfida a Silvio Berlusconi, utilizzi proprio la metafora calcistica della politica inventata dal Cavaliere, ma al di là di questo, a chi si rivolge il fu presidente della Camera?

Lo slogan della convention romana è: "L'Italia che vorresti, la tua idea per una destra che non c'è". Che Fini stia ancora cercando il suo spazio all'interno della destra è comprensibile, nonostante la creazione del Terzo Polo l'avesse improvvisamente catapultato tra Casini e Rutelli. Quel che è meno comprensibile è quale spazio possa riuscire a trovare: al momento a destra abbiamo Forza Italia (con tutti i suoi problemi), il Nuovo Centrodestra di Alfano, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale di Giorgia Meloni, la Lega Nord di Matteo Salvini, ci sta provando pure Italia Unica di Passera. Non c'è più La Destra di Storace - che dopo lo "scippo" del brand An da parte di Fdi è confluita in Forza Italia (la destra sociale tra i liberisti) - ma volendo ci sono anche tutti i vari gruppuscoli di estrema destra, da Forza Nuova a Casa Pound.

Questo per dire che, insomma, il campo della destra sembra ben rappresentato, da quella più moderata fino a quella più estrema, senza una soluzione di continuità facilmente individuabile in cui Fini possa inserirsi. Dove vuole andare a parare Fini? Nella speranza che questa volta, imparando dai suoi tanti errori, resista alla tentazione di fare giravolte costanti alla ricerca di un approdo appena appena più sicuro, l'unica via percorribile sembra essere quella di un partito marcatamente di destra repubblicana che stia fuori, com'è ovvio, dal polo di attrazione della futura coalizione di centrodestra in cui tutti i partiti (da Ncd, a Forza Italia, a Fratelli d'Italia, alla Lega Nord) probabilmente confluiranno nel tentativo di dare vita a qualcosa in grado di impensierire Renzi.

Ecco, solo in questo (piccolo) spazio Fini potrebbe riuscire a inserirsi. Il problema, però, è capire se c'è ancora qualcuno che crede in lui, disposto a seguirlo e che pensa che un suo ennesimo progetto politico possa andare da qualche parte. Lui ci prova, con l'aiuto dell'associazione Liberadestra e aprendosi a "tutti coloro che vorranno intervenire e portare un contributo di idee e proposte. Per tornare a vincere". Missione che, al momento, sembra lontana anni luce.

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