Berlusconi alla Camera per promuovere il referendum sul presidenzialismo

Berlusconi show alla Camera dei Deputati per la conferenza sul referendum sul presidenzialismo che l'ex Cavaliere sta promuovendo.

Silvio Berlusconi è tornato in Parlamento questa mattina per una conferenza stampa alla Camera per presentare il suo referendum sul presidenzialismo, occasione per il leader di Forza Italia per fare anche il punto della situazione sul partito e sul suo futuro, ma anche per lanciare attacchi a destra e a manca, a partire da quello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Abbiamo un capo dello Stato che è passato al di là della sua funzione prevista dalla Costituzione. Il problema è che oggi il presidente della Repubblica non ha una legittimazione popolare per svolgere il proprio mandato. Non è più sopportabile che la legittimazione popolare sia surrogata da imperscrutabili accordi tra segretari di partito. Ci troviamo quindi in una democrazia instabile e incapace di decidere.

E’ un Berlusconi fiducioso quello che stamattina si è presentato nella sala gialla della Camera dei Deputati, convinto di riuscire non soltanto a raccogliere le firme necessarie per chiedere un referendum - 50 mila - ma di arrivare addirittura a raggiungere un milione di firme.

Attualmente il capo dello Stato è deciso dai segretari di partito, è deciso a seguito di molti contrasti e compromessi in una stanza chiusa che io ho visto solo da fuori. A volte è deciso di notte e perciò con le idee non chiarissime…

L’ex Cavaliere ha spiegato in conferenza stampa che la riforma complessiva chiesta e voluta da Forza Italia “deve avere un perno, e il presidente della Repubblica eletto direttamente a suffragio universale sia questo perno. Berlusconi dice di avere a cuore il futuro del Paese e, a due giorni dall’avvio del processo d’appello per il caso Ruby, e che l’unico modo per poter governare è cambiare gli attuali assetti costituzionali.

Tre saranno i percorsi da seguire in maniera parallela:

Primo: ripresentazione in Senato dei nostri emendamenti per l'elezione diretta del capo dello Stato. Secondo: presentazione di una proposta di legge costituzionale. Terzo: un referendum con cui chiedere ai cittadini se approvano la scelta presidenzialista. Dal primo settembre tutti in campo nei gazebo. Servono 50mila firme, ma noi pensiamo di raccoglierne qualche milione. Credo che ce la faremo.

Infine un appello, rivolto al premier Matteo Renzi e alla sinistra più in generale:

Il presidente del Consiglio, il governo e la sinistra accolgano questa nostra proposta. Se ci fosse accordo sui nostri emendamenti, che si possono anche cambiare, si darebbe al Paese un sistema snello.

L’ex premier ha anticipato che domani il senatore azzurro Paolo Romani incontrerà il ministro Maria Elena Boschi, ma che se non si troverà un’intesa sarà proprio lui a scendere in campo e fissare un incontro con Matteo Renzi.

Dal PD, però, arrivano già i primi no. L’onorevole Emanuele Fiano ha così commentato la proposta di Berlusconi:

Siamo contrari. Berlusconi lo sa benissimo e la sua è una mossa di tattica politica per cercare di tornare al centro dopo che Grillo ha aperto al dialogo. Stiamo facendo molte riforme costituzionali, ma tra queste non rientra l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Lo abbiamo detto da sempre e lo confermiamo.

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