Senato, scontro sull’immunità (e non solo). Finocchiaro accusa il governo. Renzi mente?

Nel suo doppio ruolo di premier-segretario Matteo Renzi gioco di tacco e di punta, facendo spesso lo scaricabarile, come adesso sulla (contestata) riforma del Senato. Di fronte alle proteste esplose (anche dentro il Pd) per il ritorno all’immunità dei (futuri) senatori premier e governo fanno orecchie da mercante trincerandosi nel più classico: “non so, non ho visto, se c’ero dormivo”.

Matteo Renzi scrive ai Sindaci

Tuona il M5S : “E’ una vergogna”. Tuona Forza Italia: "Forza Italia non c'entra con l’immunità - dice il capogruppo dei senatori azzurri Paolo Romani - E io non ne ho mai parlato. È una norma messa dai due relatori Calderoli e Finocchiaro (Pd) senza dire niente a nessuno".

A fare da capro espiatorio, stavolta, c’è Anna Finocchiaro, presidente PD della Commissione Affari Costituzionali, accusata di aver fatto il colpo di mano all’insaputa del suo partito e del governo.

Ma lei sbotta, non ci sta: “L'esecutivo ha vistato due volte i nostri testi, sapeva tutto, e ora mi fanno passare per quella che protegge i corrotti e i delinquenti. Non c'è più gratitudine in politica. Sono disgustata dallo scaricabarile da parte del governo “.

La solita commedia all’italiana? Piuttosto la solita farsa per fare rientrare dalla finestra ciò che era stato cacciato dalla porta. I senatori avranno l’immunità parlamentare, come i deputati. Punto e a capo.

Così si torna alle polemiche, ai bisticci fra destra e sinistra, dentro le forze della maggioranza e minoranza, maggioranza contro la maggioranza, senatori dissidenti (a ragion veduta) silenziati e interpretazioni della Costituzione storpiate per giustificare ogni azione compiuta in queste settimane. Uno spettacolo indecoroso.

La riforma, se così andrà avanti come è impostata, è un peggioramento enorme rispetto al sistema attuale che apre uno scenario inedito che produrrà forzature, contrasti istituzionali e dubbi enormi sulla legittimità delle scelte che saranno prese.

Ora, tornando all’immunità dei senatori, Renzi torna a precisare: “Il governo non le voleva”. E la Finocchiaro ribatte: “Scelta condivisa dall’esecutivo”. Chi mente? La Finocchiaro o il premier? Se questo è il nuovo!

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