Sondaggi politici: il Pd di Matteo Renzi vince da solo

Il PdR continua a crescere. Ma ci si può fidare di questi sondaggi politici?

Prima di vedere gli ultimi sondaggi politici di Swg sulle intenzioni di voto ai partiti, occorre una premessa: prima delle elezioni europee 2014 (che distano un mese esatto), tutti gli istituti davano il Pd tra il 19 e il 33% e il Movimento 5 Stelle tra il 25 e il 28%. Poi ci furono le elezioni e sappiamo tutti com'è andata: il Pd al 40% e il M5S al 21%. Le previsioni elettorali erano completamente sballate. Adesso, però, forti dei risultati delle urne da poter valutare, i vari istituti si sono riallineati come per magia a quelli che sono i veri valori dei partiti, forniti da elezioni e non più da semplici sondaggi. La cosa, è evidente, suscita qualche perplessità: sarebbe stato quasi più credibile, per assurdo, se i vari istituti di sondaggi avessero continuato a dare valori più simili a quelli rilevati prima delle elezioni e meno in linea con quelli così diversi usciti dalle urne.

Fatta questa premessa, vediamo che cosa raccontano i sondaggi Swg: il Partito Democratico di Renzi (qualcuno ormai inizia a usare la sigla PdR) non perde colpi è anzi aumenta leggermente rispetto alla percentuale conquistata il 25 maggio, arrivando al 41%. All'interno di quello che era il centrosinistra, anche Sel sembra reggere abbastanza agli scossoni che sta subendo in questi giorni (Vendola si presenterà alla direzione dimissionario) restando al 3,1%, il che conferma il 4% conquistato dalla Lista Tsipras fosse in larghissima parte un risultato ottenuto dal partito di Vendola. L'Italia dei Valori sta provando a riemergere dall'oblio, ma per il momento resta confinata a un irrisorio 0,5%, gli altri del centrosinistra prendono l'1,4 e la coalizione intera (ma chissà se sarà questa a presentarsi alle prossime elezioni) arriva al 46%, in grado quindi di conquista il premio di maggioranza previsto dall'Italicum anche se la soglia venisse alzata.

sondaggi

Le cose vanno ovviamente molto meno bene se si guarda al centrodestra: Forza Italia rimane stabile al 16,7%, il Nuovo Centrodestra è attorno al 4% e rischia a breve di essere superato dai Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che sale ancora e arriva al 3,8%. Il secondo partito della coalizione è però nettamente la Lega Nord, che arriva al 6,6%. Con la leadership in declino di Silvio Berlusconi, tra l'altro, sono in parecchi a indicare Matteo Salvini come possibile futuro leader di tutto il centrodestra. L'apporto degli altri partiti è minino (0,3%) e nel complesso la coalizione arriva solo al 31,4%. Un risultato basso e che, proprio per questo, costringe i partiti a unirsi assieme per provare almeno a restare il secondo polo italiano.

Il Movimento 5 Stelle, nonostante la batosta delle europee e le tante perplessità suscitate dall'alleanza con l'Ukip in Europa (e ancor più per via di alcuni imbarazzanti compagni di eurogruppo), perché solo qualche decimale e rimane stabile al 20,6%. Tra gli altri partiti viene segnalato il solo dato di Scelta Civica, ferma allo 0,7% e ormai prossima allo scioglimento.

Un altro sondaggio, questa volta Demos, segnala - se mai ci fossero dei dubbi - come sia stato il leader del Partito Democratico, Matteo Renzi, a garantire il successo del partito: il voto che gli elettori danno al premier è infatti in media di 7,4 (basti pensare che il secondo, Salvini, prende 3,8) e che il 47% degli elettori del Pd ha deciso di votare per quel partito per la "fiducia nel leader". Se si prende in considerazione che in media questo dato è del 30%, si capisce ancora di più quanto il Pd si stia trasformando nel PdR.

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