Mose, arresto di Giancarlo Galan: l'ex governatore del Veneto ricoverato, slitta il voto alla Camera

La Giunta per le autorizzazioni ha detto sì all'arresto di Galan con 16 voti a favore e tre contrari, ora serve il voto alla Camera, ma sarà posticipato di due giorni.

Lunedì 14 luglio 2014 - Dopo il sì della Giunta per le autorizzazioni all'arresto di Giancarlo Galan ora serve il voto in Aula alla Camera che era stato inizialmente programmato per domani alle ore 17. L'ex governatore del Veneto, però, è stato ricoverato in ospedale proprio in questi giorni e su sua richiesta il voto a Montecitorio è stato posticipato alle ore 11 di giovedì 17 luglio.

La Giunta per le autorizzazioni della Camera dice sì all'arresto di Galan


Giovedì 10 luglio 2014

Oggi, giovedì 10 luglio 2014, la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati si è espressa a favore dell'arresto dell'ex governatore della Regione Veneto, deputato di Forza Italia, Giancarlo Galan, coinvolto nello scandalo Mose, con 16 sì e tre voti contrari. Ora manca soltanto la decisione della Camera che si esprimerà martedì prossimo, 15 luglio, alle ore 17.

Contro l'arresto si sono espressi i tre deputati di Forza Italia, Ncd e Psi. Tra i favorevoli, invece, c'è anche il relatore Mariano Rabino di Scelta Civica che ha escluso, nel caso di Galan, la presenza di "humus persecutionis" da parte dei magistrati. Non ha partecipato alla votazione il presidente della Giunta Ignazio La Russa.

Mose, Giancarlo Galan si difende: "Non ho colpe". La procura: "A lui riconducibili 50 mln di dollari"


Lunedì 23 giugno 2014

Il deputato di Forza Italia Giancarlo Galan, ex Presidente della Regione Veneto coinvolto nello scandalo Mose, oggi ha convocato una conferenza stampa a Montecitorio per difendersi pubblicamente dalle accuse che gli vengono rivolte e dalle cose che sono state scritte su di lui e la sua famiglia in questi giorni.

Galan ha detto di aver chiesto ai magistrati di essere ascoltato fin dal 2013 quando sono stati arrestati i suoi accusatori, ma non lo hanno voluto sentire. Inoltre la Guardia di Finanza ha commesso "non solo errori, ma omissioni" e ha spiegato:

"Del patrimonio accumulato prima di diventare presidente della Regione Veneto nessuno ne tiene conto, tanto meno la guardia di finanza. La somma fiscale netta delle mie entrate dal 1987 dal 1991 è stata di un milione e 326mila euro. Sono gli anni che sono esclusi dalla sommatoria della guardia di finanza. Ero un dirigente di una società privata che fatturava miliardi di lire, non un negozietto. Ho un attivo di 702 mila e rotti euro, non sono nato entrando in politica eppure del patrimonio accumulato prima nessuno ne tiene conto, soprattutto la Guardia di Finanza"

Galan ha smentito di avere 18 conti correnti e ha anche detto di non sapere nulla di presunti suoi interessi in Indonesia per il gas. Inoltre, sulla casa che gli è stata contestata ha detto di averla acquistata da un dentista di Pantelleria che se l'era aggiudicata a un'asta giudiziaria nel 1999 per 300 milioni di lire, l'aveva ristrutturata e poi l'aveva venduta per un totale di 700 mila euro e per acquistarla Galan ha anche aperto un mutuo di 200 mila euro. Durante la conferenza ha mostrato le foto di come era la casa prima e dopo la ristrutturazione. Però ha ammesso:

"Una colpa la ammetto: abbiamo tardato la dichiarazione di fine lavori per un motivo fiscale, per il pagamento dell'Ici"

Galan inoltre ha difeso la moglie dicendo che non è vero che faceva la cubista, ma quando l'ha conosciuta lavorava nel volontariato, inoltre ha spiegato che la maggior parte dei reati che gli vengono contestati sono prescritti e si sono verificate due violazioni perché i pm non hanno presentato richiesta di archiviazione e il gip non ha rilevato l'intervenuta causa di estinzione del reato e ha invece accolto la richiesta cautelare anche con riferimento a quelle dazioni ormai prescritte, violando apertamente l'art. 273, comma 2, del codice di procedura penale, secondo il quale nessuna misura può essere applicata se sussiste una causa di estinzione del reato.

Sulla decisione che dovrà prendere la Giunta per le autorizzazioni della Camera, Galan è fiducioso:

"Io, fino a prova contraria, credo sempre nella buona fede delle persone. Voglio sperare si leggano bene la carte"

La procura di Venezia, nella richiesta degli arresti di Giancarlo Galan per sospetta corruzione inviata al giudice per le indagini preliminari lo scorso 4 giugno, ha scritto che "cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico" nell'ordine di 50 milioni di dollari sono state trovate nei documenti in possesso di Paolo Venuti, un prestanome, e per tali operazioni ci sarebbe la rinconducibilità alla famiglia Galan.

Giancarlo Galan

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