Italia, fra una settimana alla presidenza del semestre europeo. Chissenefrega? E Matteo Renzi… scravattato…

Mentre Armani critica il look di Matteo Renzi “rotondetto” e con “quella camiciola bianca … scravattato”, gli italiani sono spiazzati per il nodo dell’immunità prevista nella riforma del Senato, patata bollente per premier, governo, Pd e … Colle.

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A parte le polemiche interne nell’esecutivo, nella maggioranza e fra i partiti, l’immunità viene percepita come il solito privilegio per la casta e non come garanzia di indipendenza per i rappresentanti del popolo. Il capo del governo spinge, ma non si può certo dire che il cammino delle riforme parta con il vento in poppa, visto l’iter della riforma del Senato, in attesa del caos che sicuramente scoppierà per la nuova legge elettorale, l’Italicum-Porcellum bis.

Al di là delle buone intenzioni del premier, è evidente che l’impianto riformatore basato sul patto del Nazareno (fra Renzi e Berlusconi) non può reggere, se non a costi molto pesanti per il Paese, di cui presto ci si potrebbe pentire amaramente.

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “ Il Senato doveva essere rifondato perché costava, perché era inutile, perché era solo un'espressione della casta e i senatori, sotto sotto, erano quasi dei malfattori. Non si possono usare questi argomenti per compiacere un certo stato d'animo dell'elettorato e poi all'improvviso reintrodurre l'immunità. La gente finisce per non capire più niente. Si genera una confusione che è il prezzo che si paga quando si vuole fare una riforma seria, inattaccabile dal punto di vista costituzionale e senza dubbio necessaria, appoggiandola ad argomenti populisti e slogan di facile presa. Prima o poi, come si dice, i nodi vengono al pettine”.

E che nodi! Così, mentre la politica nostrana si … “trastulla” nelle sue solite beghe, tra una settimana l'Italia assumerà la presidenza di turno del semestre europeo. Dopo undici anni avremo la possibilità di incidere fortemente sul processo di mutamento dell'Ue.

Sarebbe cosa buona e giusta se Renzi focalizzasse l'impegno del governo nella realizzazione di un tema centrale, quale un grande piano europeo per il lavoro. La disoccupazione è il nostro (primo) tallone d'Achille, ed è fondamentale che il Paese torni a recuperare la credibilità perduta negli ultimi anni.

Vista l’aria che tira, meglio usare i verbi al condizionale. Ma, mai dire mai!

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