Spagna: rinviata a giudizio Cristina, la sorella del Re Felipe VI

Caso Noos: rinviata a giudizio Cristina di Borbone, la sorella di Re Felipe VI di Spagna. Rischia fino a 11 anni di carcere.

E' arrivato il rinvio a giudizio per Cristina di Borbone, sorella del nuovo Re di Spagna, Felipe VI. Dopo tre anni di indagini all'Audiencia Nacional di Palma di Maiorca, è arrivata oggi la sentenza da parte del titolare dell'inchiesta Noos, il giudice Josè Castro. Il principale imputato, in questa indagine, è Iñaki Urdangarin, ex giocatore di pallanuoto e marito di Cristina.

La secondogenita di re Juan Carlos è accusata di riciclaggio di capitali e frode al fisco e rischia fino a 11 anni di carcere. L'inchiesta è durata tre anni. I reati fiscali, insieme al marito, sarebbero stati commessi tra il 2007 e il 2008. Durante i tre anni, si sono accumulate ben 32 mila pagine con deposizioni, interrogatori e prove. Per Urdangarin, i reati di cui è accusato sono addirittura nove: appropriazione indebita, abuso di fiducia, falso, traffico d'influenza, falso, truffa, abuso di autorità e due reati fiscali.

Dei 32 imputati iniziali, la metà è stata assolta. Cristina no. Per il giudice, infatti, ci sono prove sufficienti che inchioderebbero l'Infanta alle sue responsabilità. Tra gli altri imputati, ci sono il presidente del Governo delle Isole Baleari, Jaume Matas, Pepote Ballester, Gonzalo Bernal, Juan Carlos Alia, Miguel Angel Bonet. Sono accusati anche l'ex socio di Iñaki Urdangarin, Diego Torres, sua moglie Ana Maria e i suoi fratelli Teijeiro Miguel e Marco. E ancora: Lobón Luis, Jose Miguel Aguilar, Jorge Vela ed Elisa Maldonado. La lista è completata dall'ex consigliera delegata di Madrid 2016, Mercedes Coghen.

Urdangarin e il suo socio - secondo l'accusa - hanno sottratto più di sei milioni di euro ai governi delle Isole Baleari e della Comunità Valenciana con la scusa dell'organizzazione di eventi (per i quali ne sono stati spesi effettivamente soltanto due). I contratti arrivavano tramite la società Noos, presentata originariamente come organizzazione non-profit. I fondi, poi, finivano effettivamente a due altre società, tra cui Aizonn, i cui proprietari erano proprio Cristina e il marito.

Cristina di Spagna

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