Semestre europeo: Come funziona

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Il 1° luglio inizia il semestre europeo a presidenza italiana. Qui su polisblog vi abbiamo già spiegato cos'è. Ora vediamo come funziona.

I ministri assumono la presidenza delle formazioni


Innanzitutto, ribadiamo che non è il capo del governo di un paese (in questo caso Matteo Renzi) a presiedere il Consiglio dell'Unione Europea, ma l'intero esecutivo. Dunque, tutti i titolari dei dicasteri dello Stato, che assume la presidenza semestrale, si troveranno a dirigere le riunioni delle varie formazioni del Consiglio.
Come specificato nell'art.16 par.9 dei Trattati Consolidati dell'Unione Europea:

"La presidenza delle formazioni del Consiglio, ad eccezione della formazione «Affari esteri», è esercitata dai rappresentanti degli Stati membri nel Consiglio secondo un sistema di rotazione paritaria, alle condizioni stabilite conformemente all'articolo 236 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea"


Quali e quante sono le formazioni


Dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, le formazioni sono diventate 10. Come già specificato, sono tutte dirette dai ministri del paese che ha assunto la presidenza (Es. la direzione della formazione degli Affari Economici spetterà a Pier Carlo Padoan). Ma c'è un'eccezione: quella degli Affari esteri, presieduta dall'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Ovviamente le prime tre formazioni sottoelencate hanno un peso politico maggiore.
1. Affari generali
2. Affari esteri
3. Affari economici e finanziari (Ecofin)
4. Agricoltura e pesca
5. Giustizia e affari interni
6. Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
7. Competitività
8. Trasporti, telecomunicazioni ed energia
9. Ambiente
10. Istruzione, gioventù e cultura

Il Trio, il Segretariato Generale, il COREPER


Per garantire continuità nelle politiche UE, la presidenza di turno è coadiuvata da altri due paesi. Il trio attualmente in carica è Irlanda-Lituania-Grecia. Dall'inizio della presidenza italiana, le consegne saranno prese da Italia-Lettonia-Lussemburgo. Questi ultimi due Stati assumeranno la guida del semestre rispettivamente dal gennaio 2015 e dal luglio 2015, come stabilito da calendario.
Il Segretariato generale del Consiglio dell'Unione Europea assiste i lavori. Ovvero, prepara e organizza le riunioni delle varie formazioni, facendosi garante della loro coerenza e della realizzazione dei programmi.
La parte propedeutica del semestre è affidata anche al COREPER (Comitato dei rappresentanti permanenti). E' un organo che si compone di capi e vice-capi delegazione dei paesi membri ed è affiancato da circa 150 gruppi specializzati.

Prima Fase: gli orientamenti e le conclusioni


Nel primo periodo del semestre, il Consiglio dell'Unione Europea discute l'analisi annuale della crescita e propone orientamenti e conclusioni. Sulla base di queste conclusioni, poi, il Consiglio Europeo definisce le linee di indirizzo, che gli Stati membri dovranno tenere in considerazione nei loro programmi di stabilità e convergenza.
Attenzione: Come abbiamo già spiegato, il Consiglio Europeo non deve essere confuso con il Consiglio dell'Unione Europea. Sono due organi distinti, come predisposto dal Trattato di Lisbona.

Seconda Fase: i programmi


Nel periodo intermedio, gli Stati membri presentano i programmi specifici. Questi appartengono a due ordini differenti:
a) i programmi di stabilità e di convergenza, in cui vengono delineate le strategie dei vari Stati membri inerenti al bilancio.
b) i programmi di riforma, dove vengono delineate le riforme strutturali riguardanti principalmente la crescita e l'occupazione.
La Commissione, successivamente, prende in esame i programmi e presenta le raccomandazioni per ogni singolo paese. Il Consiglio, subito dopo, le discute e adotta una versione definitiva delle raccomandazioni. Queste dovranno essere sottoposte al Parlamento per l'approvazione. Una volta approvate dal Parlamento, il Consiglio invita gli Stati membri a recepirle e a metterle in atto.

Terza Fase: l'attuazione


Nell'ultima fase, gli Stati membri tengono conto delle raccomandazioni nei processi deliberativi sul bilancio. In questo modo, potranno attuare le politiche che hanno deciso in sede di Consiglio.

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