Riforma della Giustizia, Orlando: “È un orizzonte rapido". Ecco le novità

Prescrizione, falso in bilancio, responsabilità civile, intercettazioni. Il governo Renzi sul campo minato della riforma della Giustizia.

Domenica 31 agosto - Mentre il premier Renzi si spella le mani per sottolineare quanto sia rivoluzionaria la riforma della Giustizia, il ministro Andrea Orlando torna a parlare dei tempi necessari per l’approvazione. Ieri sera, in occasione dell’intervento alla festa dell’Unità di Pesaro, il ministro ha precisato:

L'orizzonte è un orizzonte rapido. Io credo che entro la fine dell'anno dobbiamo arrivare a trasformare questi provvedimenti in legge. Sicuramente non c'è alcuna volontà punitiva nella riforma della responsabilità civile.

Ore 20:00 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha presentato la riforma della giustizia come una vera e propria rivoluzione che prevede, tra le altre cose, il dimezzamento dell'arretrato della giustizia civile, nuove norme sul falso in bilancio e sulla prescrizione, regole anche sulla responsabilità civile dei magistrati secondo il principio del "chi sbaglia paga", e poi ancora la delega al Parlamento sulle intercettazioni e il dimezzamento della pausa estiva per i tribunali.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato che per quanto riguarda la giustizia civile lo scopo è quello di "degiurisdizionalizzare la domanda di giustizia, cioè togliere ciò che non è strettamente necessario davanti al giudice". Quindi, per esempio, i divorzi e le separazioni consensuali saranno discussi davanti a un'altra autorità, le cause temerarie saranno disincentivare e sarà rinforzato il tribunale delle famiglie e delle imprese.

La prescrizione sarà interrotta al primo grado di giudizio in modo da disincentivare le condotte dilatorie, mentre per ciò che concerne la responsabilità civile dei magistrati il guardasigilli ha spiegato:

"Si rafforza l'automatismo della rivalsa nel momento in cui c'è una condanna nei confronti dello Stato e c'è un aumento della rivalsa sul magistrato dal 30 al 50 per cento"

Su questo punto è subito arrivata la risposta molto critica dell'Associazione Nazionale Magistrati che ha definito la riforma sulla responsabilità civile "punitiva".

Il provvedimento presentato oggi prevede anche la reintroduzione di autoriciclaggio e falso in bilancio, mentre non c'è ancora accenno alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.

Ore 19:10: Le linee guida di riforma della giustizia contenute nel documento vergato dal Ministro guardasigilli Orlando qualche mese oltre a indicare come necessaria la reintroduzione del falso in bilancio e la ridefinizione dei limiti delle intercettazioni, spiegavano anche che bisognava ridurre drasticamente la durata dei processi civili e rivedere la normativa sulla responsabilità civile dei magistrati. I primi due provvedimenti - a giudicare dai titoli degli ordini del giorno - non sono oggetto del CdM di oggi, gli ultimi due sì.

Aggiornamento 29 agosto, ore 16:30 - Il ministro della giustizia Andrea Orlando secondo il flash dell'agenzia ANSA di poco fa ha spiegato che tutta la riforma della giustizia, ramo civile e penale, sarà oggetto del Consiglio dei ministri di oggi, smentendo le indiscrezioni di stampa che parlavano di uno spacchettamento dei due piani della riforma, con le linee guida della revisione del penale da discutere in un secondo momento a causa delle frizioni con Forza Italia. È evidente che il governo Renzi vuole scrollarsi di dosso il sospetto di aver stretto un patto del Nazareno bis con Berlusconi anche sulla giustizia.

Giovedì 28 agosto 2014 - Archiviate ormai le vacanze estive il governo Renzi torna a lavoro. Questa settimana il guardasigilli Andrea Orlando ha avuto dei colloqui con gli altri partiti della maggioranza per definire i dettagli della riforma della Giustizia evidenziando una diversità di "approccio" e di vedute su alcuni punti come prescrizione, intercettazioni e limiti all'impugnazione delle sentenze in appello e in Cassazione. Per quanto riguarda le opposizioni, il Movimento 5 Stelle ha detto più volte di non volersi sedere al tavolo delle trattative con chi vuole accontentare le richieste di Forza Italia e dunque di Silvio Berlusconi. Intanto il Premier Matteo Renzi ha annunciato che uno dei punti sarà il dimezzamento entro mille giorni dell'arretrato civile (anche attraverso la riduzione del periodo di vacanze dei tribunali). Domani ne sapremo sicuramente di più perché la riforma sarà discussa in Consiglio dei Ministri.

Riforma della Giustizia: i punti principali


Lunedì 4 agosto 2014

La riforma della giustizia a cui sta lavorando il ministro Orlando farà un altro importante passo avanti mercoledì 20 agosto, quando verrà presentata ai capigruppo parlamentari della maggioranza. E lì si capirà qual è il clima, se c'è la possibilità di un accordo più ampio o se c'è da attendersi le barricate. Importante capire soprattutto quale sarà la reazione di Forza Italia, visto che sul tema giustizia Berlusconi e i suoi sono molto sensibili. Ecco quali saranno i punti principali:

La responsabilità civile dei giudici avrà una formulazione morbida, che escluda la responsabilità diretta già votata in un emendamento del leghista Pini. Si manterrà la formula della "colpa e dolo grave", ma si eliminerà il filtro del tribunale, che rischia di bloccare tutti i ricorsi.

La riforma del processo penale prevederà invece la riduzione delle possibilità di ricorrere in appello, che sarà limitata ai casi in cui davvero ce ne sia bisogno. Si pensa anche di limitare i poteri del giudice dell'udienza preliminare, che frequentemente ha tempi troppo lunghi, mentre per quanto riguarda la prescrizione si pensa di limitarla al primo grado, dopodiché non verrà più conteggiata.

Per quanto riguarda invece le intercettazioni, si pensa semplicemente a una stretta che riguardi solo l'impossibilità di pubblicare quelle riguardanti persone che non sono indagate, mentre tutto rimarrà com'è adesso per quanto riguarda la possibilità di fare le intercettazioni.

Riforma della Giustizia: la conferenza stampa

Il consiglio dei ministri di ieri ha dato il via all'iter che dovrebbe portare alla riforma della giustizia. Rispetto a quelle che erano le linee guida, non molto è cambiato; anche se c'è qualche chiarimento di più sulla questione, molto delicata, delle intercettazioni.

Sul tema delle intercettazioni Matteo Renzi ha chiarito che il magistrato deve essere libero di intercettare, e che su questo punto specifico non ci sarà nessuna stretta. Il tema semmai riguarda la pubblicazione delle intercettazioni di persone slegate alle indagini: "Dove sta il limite di pubblicabilità?".

Il processo civile, poi, non dovrà più durare 900 giorni ma un anno al massimo. La promessa arriva nel giorno in cui esordisce il processo civile telematico della storia. L'obiettivo è dimezzare l'arretrato e riuscira a dare la priorità ai processi delle imprese e delle famiglie.

Il Consiglio superiore della magistratura sarà riformato, resterà senz'altro - spiega Renzi - "un presidio straordinario, un punto fermo di garanzia per l'indipendenza della magistratura". Ma ci dev'essere un altro principio sacrosanto, quello che fa carriera chi è più bravo e non chi è appoggiato da questa o quella corrente. Poiché in Csm è periodo elettorale, i cambiamenti verranno illustrati con maggiore attenzione solo al termine del delicato periodo "politico" della magistratura.

La prescrizione sarà cambiata. Anche su questo punto si è ancora parecchio sul vago e la formula che cambierà le prescrizioni non è ancora stata scritta. Si sa però che il punto dolente è che adesso "non è possibile chiudere i processi" e che la prescrizione potrebbe essere limitata al primo grado di giudizio.

La responsabilità civile dei magistrati. Si risponderà degli errori commessi così come succede in Europa. Non ci sarà, quindi, responsabilità diretta, ma se una toga sbaglia in modo grave o causa un dolo dovrà risponderne.

Le linee guida della riforma della giustizia

17.10 Il presidente del Pd Matteo Orfini fa sapere all'HuffPost: "Ho parlato col ministro Orlando e mi ha assicurato che le intercettazioni non faranno parte della riforma della giustizia". Smentite quindi le tante voci che stanno circolando in queste ore che avevano già messo in allerta i magistrati.

Già solo a leggere i punti di quella che sarà la riforma della Giustizia che il governo presenterà in consiglio dei Ministri lunedì prossimo viene da pensare che lo scontro sarà inevitabile. Anche perché alcuni dei temi toccati è sufficiente pronunciarli per scatenare la bagarre: intercettazioni e responsabilità civile in primis. Una novità che sarà introdotta e che non può che far piacere, considerando anche il modo in cui era nata la sua abolizione, è il ritorno del reato di falso in bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi nel 2002.

Il metodo con cui il governo Renzi intende lavorare su questa delicatissima riforma è simile a quello utilizzato per la nascitura riforma della Pubblica Amministrazione: linee guida (quelle che sintetizziamo qui), a cui seguirà la discussione e solo infine i decreti o disegni di legge che saranno. Per quanto riguarda i tempi, si parla vagamente di "dopo l'estate", ma considerando la quantità di carne al fuoco che c'è in questo periodo è facile immaginare che non si tratterà di qualcosa di breve. Ecco quindi i punti principali della riforma della Giustizia firmata governo Renzi.

Responsabilità civile dei magistrati. È uno dei punti più delicati, e per il momento si sa solo che non si tratterà di una responsabilità diretta, come quella prevista dall'emendamento della leghista Pini, ma indiretta. Il filtro attuale sarà limitato e la rivalsa dello Stato potrà essere del 50% e non più del 30%.

Intercettazioni. Nessuno ha dimenticato i tentativi del governo Berlusconi di mettere il bavaglio alla giustizia impedendo non solo la diffusione delle intercettazioni, ma anche provando a rendere più difficile poterle effettuare. Per ora si dice solo che i presupposti non vengono toccati e le modifiche riguarderanno solo l'uso che ne viene fatto. Sarà vietato che le telefonate finiscano subito nelle ordinanze di custodia cautelare, dove le intercettazioni verrebbero invece riassunte, e ci sarà il divieto di dare copie delle intercettazioni alle parti prima dell'udienza stralcio, gli avvocati potrebbero solo ascoltarle. Un modo per provare a limitare i tanti casi in cui queste arrivano ai giornali prima del tempo.

La prescrizione. Si cercherà di rendere i processi più brevi, ma fortunatamente non intervenendo sui tempi della prescrizione, che anzi si potrebbe fermare al primo grado. Si va verso l'archiviazione di tutti i processi di lieve entità e si discute anche dei tempi di iscrizione dei reati, con l'idra di renderli contestabili.

Giustizia civile. Dovrebbe diventare sempre più raro il ricorso al giudice e sempre più diffuso l'utilizzo di negoziazioni e di ricorso agli arbitrati. Nascerà il tribunale della famiglia e della persona.

Il ritorno del falso in bilancio. Torna il falso in bilancio depenalizzato dal governo Berlusconi nel 2002. Sarà di nuovo punito fino a cinque anni e sarà intercettabile. Si discute per capire se renderlo perseguibile d'ufficio. Previsto anche il reato di auto-riciclaggio (6 anni).

La riforma del Csm. Giudici e magistrati in fibrillazione per questo capitolo della riforma, che tocca direttamente le loro istituzioni interne. Dovrebbe cambiare il sistema di voto del Consiglio, con l'introduzione del voto disgiunto. Ci sarà poi una sezione autonoma del Csm che tratterà i "processi" interni e ci dovrebbe anche essere l'istituzione dell'Alta Corte a cui dovranno rivolgersi i magistrati in luogo della Cassazione.

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