Consiglio Ue: Jean Claude Junker proposto Presidente della Commissione. Renzi: "Focus sulla crescita"

Riuscirà l'Europa a voltare pagina dopo anni di austerity?

18.57 - Angela Merkel, in conferenza stampa, ha lodato l'impegno del primo ministro italiano Renzi, descrivendo un Consiglio europeo dai toni duri e dalle divergenze, anche sostanziali, di vedute.

Sulla flessibilità e l'austerità il cancelliere tedesco è stata più volte piccata dai cronisti, che le chiedevano se la soddisfazione sua e di Renzi non siano una sorta di resa, tedesca, alle richieste italiane:

"Il problema dell'Italia è più il debito pubblico che il deficit Italia e Francia hanno problemi totalmente diversi. L'Italia negli ultimi due anni è stata in grado di restare nel limite del 3%. Non è questo il suo problema. La Commissione ha detto che era troppo vicina, ma non è questo il problema. Penso che sia piuttosto l'indebitamento complessivo dello stato italiano, che può creare problemi per il Patto di Stabilità e crescita. [...] Do il benvenuto che l'Italia sta perseguendo un piano di riforme molto chiaro. Matteo Renzi mi ha spiegato di nuovo il piano dei 1000 giorni: ha un piano di lavoro molto chiaro. Non ho alcun dubbio che l'Italia avrà più crescita di ora."

18.34 - Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa a margine del Consiglio d'Europa, ha spiegato ai media le motivazioni che hanno portato l'Italia a votare l'opzione Junker, nonostante sembrasse che proprio ieri su questo nome le trattative si fossero fatte aspre, quasi astiose, sopratutto tra Italia e Germania.

Alla fine dunque l'ha spuntata Angela Merkel? E' presto per dirlo. In verità Renzi non aveva in alcun modo vincolato il suo voto a questo o quel nome (in particolare non su Enrico Letta, nome che hanno sussurrato persino i muri, e persino l'ex segretario Pd Bersani, ma che Renzi nega sia mai stato una opzione reale), bensì ad un accordo in sede europea per chiudere il capitolo austerity ed aprirne uno nuovo, quello della crescita.

"L'Italia ha votato per Juncker perché c'era un documento, senza il quale non avrei votato. [...] Il documento è molto buono: per la prima volta il focus è sulla crescita non sulla stabilità. Abbiamo ottenuto inoltre che se un Paese fa riforme strutturali serie ha diritto alla flessibilità. [...] Ora però le riforme si devono fare. Il problema dell'Italia non è l'Europa ma l'Italia."

ha detto il primo ministro italiano.

18.23 - Cominciano ad emergere dinamiche più precise sulla decisione che ha portato il Consiglio europeo a nominare, previa approvazione del Parlamento di Strasburgo, Jean Claude Junker a Presidente della Commissione Europea.

Una decisione che, secondo il premier britannico Cameron (ma anche secondo Nigel Farage, che non si può certo dire in linea con il governo di Londra) riporta l'Europa indietro, ai tempi di pre-crisi. Le "colpe" maggiori attribuite a Junker riguardano la sua inconcludenza al vertice del Lussemburgo (che pure è un paradiso fiscale) e la sua totale cecità negli anni precedenti la crisi economica e la recessione del Continente: la nomina è stata ottenuta a maggioranza con 26 voti favorevoli e due contrari, quelli di Gran Bretagna e Ungheria.

"L'Italia ha votato per Juncker perché c'era un documento, senza il quale non avrei votato"

ha dichiarato Matteo Renzi in conferenza stampa.

18.00 - Secondo il premier britannico David Cameron, che esprime un forte scetticismo sulla scelta di Junker alla guida della Commissione Ue, quella di oggi è una scelta che l'Europa rimpiangerà per lungo tempo.

16.37 - Il Consiglio d'Europa ha deciso: Jean Claude Junker sarà il prossimo Presidente della Commissione Europea.

L'ex premier lussemburghese dovrà ora essere votato dal Parlamento europeo il prossimo 16 luglio.

16.11 - Sulla possibilità che sia Enrico Letta il nuovo presidente del Consiglio europeo è intervenuto anche l'ex segretario PD Pierluigi Bersani:

"L'ipotesi Letta non è affatto campata in aria. Ho potuto registrare stima e simpatia dei leader europei nei confronti di Letta, che sa trovare punti di equilibrio in situazioni difficili. Enrico è uno che indossa perfettamente i panni europei e che viene ritenuto capace di trovare punti di equilibrio in situazioni difficili. Per l'Italia averlo al posto di Van Rompuy sarebbe un gran colpo. "

E' giunto infatti il cruciale passaggio delle nomine, che oggi pomeriggio il Consiglio dovrà rendere note: tra alleanze vere e presunte, il lavoro dei diplomatici e degli "sherpa" politici delle varie delegazioni, un fine lavoro di politica taglia e cuci, con accordi che si siglano e si sciolgono con una facilità impressionante.

In serata dovremmo avere dei primi riscontri oggettivi.

Aggiornamento 27 giugno, ore 11,00 - Riprende oggi la riunione del Consiglio Europeo che deciderà il nome del prossimo Commissario e la direzione politica ed economica che l'Unione dovrà intraprendere nei prossimi anni.

Lo scontro di ieri sera tra Matteo Renzi ed Angela Merkel si è concluso con un vantaggio ai punti per il primo ministro italiano, ma certamente oggi sarà un'altra giornata all'insegna di estenuanti trattative politiche: il primo ministro inglese Cameron è arrivato a Bruxelles dichiarando di non poter far altro che accettare il nome di Junker, contro il quale il governo inglese si è battuto strenuamente, ma di non condividere in alcun modo quella scelta. Parole che potrebbero, condizionale d'obbligo vista la complessa materia, rimettere in discussione il ruolo inglese nella Ue.

Prima dell'inizio dei lavori si è svolto un colloquio nelle stanze della delegazione tedesca tra Matteo Renzi ed Angela Merkel; incontro definito "positivo" da entrambe le parti: i due hanno fatto un giro di orizzonte sul testo Van Rompuy e sul nodo delle nomine ai vertici europei.

Consiglio Ue: scontro tra Renzi e Merkel

German-Italian Government Consultations

22.16 I nodi stanno venendo al pettine. Nel senso che sono giorni che Matteo Renzi insiste perché le parole d'ordine "crescita" e "flessibilità" (rispetto ai rigidi paletti del patto di Stabilità) vengano inserite chiaramente nella bozza che uscirà dal Consiglio Ue e sono altrettanti giorni che da parte di Angela Merkel arrivano aperture sempre troppo vaghe. E così, si è arrivati a uno scontro, stando a quanto fanno sapere fonti interne. Le tensioni sarebbero emerse intorno alla possibilità di inserire o meno il cofinanziamento dei fondi Ue e il pagamento dei debiti della P.A. nel Patto di Stabilità. "Noi rispettiamo e rispetteremo i patti: non faremo come fece la Germania nel 2003", avrebbe detto Renzi.

La formalizzazione dell'agenda Ue per i prossimi 5 anni e la discussione sulle nomine dei nuovi vertici comunitari saranno sul tavolo domani a Bruxelles durante il Consiglio europeo. Nella notte si riuniranno gli sherpa dei 28 per tornare a lavorare sulla bozza Van Rompuy.

17.30 "C'è un ok a Juncker come presidente della Commissione europea, ma solo con prima un documento che indica dove vuole andare l'Europa. Come Pse siamo d'accordo su questo. Mi sembra che sia un passo in avanti, soprattutto nel metodo. È passato il nostro messaggio 'prima le cose poi i nomi'. C'è ancora qualcosa da limare, ma vediamo cosa ci porterà Van Rompuy questa sera", così il premier Renzi uscendo dal prevertice del Pse.

Avendo visto come vanno in linea di massima le cose in Europa, è molto difficile immaginare che dalla riunione del consiglio Ue (ovvero dei capi di stato e premier delle varie nazioni) che oggi si apre a Ypres, in Belgio, arrivino delle decisioni nette sul cambio di passo rispetto alle politiche rigoriste degli ultimi anni che in tanti si aspettano. Potrebbe però arrivare almeno qualche chiara indicazione che davvero si sta per cambiare, come previsto anche nel programma di Renzi per il semestre europeo italiano. Ma nel vertice si parlerà anche della nomina di Juncker a presidente della Commissione Ue.

Su quest'ultimo punto un accordo di massima c'è già tra Pse, Ppe e non solo. La maggior parte dei partiti non ha infatti problemi a votare la ratifica di Juncker se sarà proposto dal consiglio Ue, anche perché questo è l'unico modo per dare l'impressione agli elettori europei che il loro voto sia stato rispettato (Juncker era il candidato del Ppe che è il primo gruppo nell'Europarlamento). Dopo tante perplessità iniziali, Angela Merkel si è convinta della bontà di questa strada e adesso sembra aver deciso di mostrare un volto duro anche a al premier britannico Cameron e alla sua pattuglia di anti-Juncker. E infatti, la cancelliera tedesca ha ricordato come "non sia necessaria l'unanimità" per arrivare alla decisione sulla presidenza della Commissione Europea. Decisione dalla quale, a cascata, scaturiranno tutte le altre.

Ma l'appoggio del Pse per il candidato del Ppe è condizionato al cambio di passo sulle politiche europee e all'accelerazione su misure che favoriscano la crescita. Si tratta fondamentalmente di avere più flessibilità e più tempo per ridurre disavanzo e deficit, oltre a poter derogare nel computo gli interventi strutturali per combattere la disoccupazione e favorire la crescita. "Il patto di stabilità e crescita è un presupposto straordinario per risolvere i problemi della Ue, perché stabilisce limiti e guardrail da una parte, ma anche un'ampia serie di strumenti di flessibilità dall'altra. Dobbiamo farli entrambi, esattamente come abbiamo fatto in passato, tendendo in considerazione che oggi il problema principale è la disoccuazione".

Parole che sembrano andare decisamente incontro alle richieste di Matteo Renzi, che sarà il prossimo presidente di turno nel semestre europeo italiano. E proprio da parte italiana si chiede uno sforzo ancora maggiore, definendo con maggiore precisione che cosa in intenda con flessibilità all'interno del Patto di Stabilità, in modo che la discussione possa una volta per tutte considerarsi chiusa.

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