Consiglio dei ministri: via libera alla riforma della Giustizia

Torna il falso in bilancio. Processi civili di un anno per il primo grado

Dopo un Cdm fiume protrattosi fino a tarda sera, è un Matteo Renzi visibilmente soddisfatto quello che si presenta in sala stampa con i ministri Alfano e Orlando per annunciare la riforma della Giustizia in 12 punti.

"Per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sarà una discussione la più filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l'Italia su questo tema"

La riforma avverrà quindi in 60 giorni e si articolerà secondo alcune linee guida che il premier ha ben chiare. Il punto più importante è il dimezzamento dell'arretrato della giustizia civile, con la durata dei processi che non dovrà superare un anno per il primo grado.

Sulla responsabilità civile dei magistrati, il premier è possibilista. "Se un magistrato sbaglia per dolo o per colpa grave è giusto che ci sia un sistema di responsabilità civile su un modello europeo. Non si tratta però dell’emendamento Pini, sarà in linea con l’Europa".

Tornerà il reato di falso in bilancio e Renzi annuncia la riforma della prescrizione, una riforma "che ci sta a cuore".

Sulle intercettazioni, il governo non ha un testo pronto ma Renzi specifica che "il magistrato deve poter essere libero di intercettare. ma dov’è il limite alla pubblicazione delle intercettazioni? Ci sono vicende che attengono alla privacy che possono essere slegate dalle indagini. Faccio appello ai direttori di quotidiani: aiutateci a capire cosa dobbiamo fare: qual è il limite delle pubblicazioni? È giusto che non ci sia limite?".

A margine del Cdm, il premier replica alle polemiche sulla morte dei migranti, rivendocando i meriti del governo.

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