Il governo Renzi verso il rimpasto?

Il mancato feeling con il ministro della Giustizia, la prossima nomina europea del ministro degli Esteri e il poco entusiasmo per la sua squadra. Il premier pensa a cambiare tutto.

Prima che il governo Renzi possa sottoporsi a un vero e proprio rimpasto si dovrà trovare un altro termine per designare la cosa. Perché, certo, quel termine così politichese, "rimpasto", non può andare bene a uno che punta tutto sull'innovazione anche nel campo della comunicazione. Ma la sostanza resta la stessa, ci sono un po' di cose che secondo il premier non stanno funzionando nella sua squadra, e potrebbe essere il momento di dare una mescolata alle carte.

Le prime voci di rimpasto sono giunte quando si è capito che il ministro degli Esteri Mogherini potesse essere la candidata giusta per la Politica estera europea, un'occasione per cambiare un po' gli equilibri (il peso di Scelta Civica nel governo, per fare un solo esempio, non è più rapportato all'effettivo - e inesistente - peso politico); ma queste stesse voci si stanno facendo più forti alla luce del mancato feeling tra Matteo Renzi e Andrea Orlando, titolare della Giustizia. A nessuno sono sfuggite le battutine del premier nei confronti del suo ministro, così come non è sfuggito l'atteggiamento dimesso del ministro, che si è visto sfilare il pallino della riforma della Giustizia dalle mani, a causa - secondo Renzi - di una mancanza di incisività su un tema molto importante.

Tra i due in effetti non è mai scattato il feeling, anche perché il premier su quella poltrona avrebbe voluto il pm antimafia Nicola Gratteri, e anche lo stesso Orlando avrebbe preferito restare all'Ambiente. Furono solo le pressioni di Napolitano a far sì che la casella della Giustizia fosse riempita con il nome del Giovane Turco del Pd. E così, adesso è anche possibile che Orlando lasci nuovamente libera quella poltrona mai gradita, magari per correre per la presidenza della Regione Liguria. Quel che è certo è che se due ministeri di questo peso (Esteri e Giustizia) venissero lasciati improvvisamente liberi, non potrebbe che scaturirne un bel valzer.

Se così fosse, Matteo Renzi avrebbe di che divertirsi a dirigere le danze, visto che sono parecchie le cose che non lo soddisfano nella sua squadra, uscita da un compromesso con le truppe parlamentari di quella che è la minoranza di sinistra (e seguendo le indicazioni del presidente della Repubblica); minoranza sempre meno minacciosa dopo il 40% delle europee che ha consegnato al premier la libertà di disporre del partito come meglio crede. E così, cresce l'insofferenza nei confronti di una compagine che il premier non sente come abbastanza "sua" (anche per l'eccessivo peso del Nuovo Centrodestra). Si cercherà un altro nome, si proverà magari a non dare troppo peso alla cosa, ma le poltrone dei vari ministeri hanno iniziato a traballare.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

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