Elezioni 2013 - Vogliamo Vivere: Emilio Fede presenta il suo partito

Non chiamatelo partito, è un movimento di opinione. Per portare l'ultraottantenne Emilio Fede in parlamento, con la benedizione di Silvio Berlusconi, il sostegno di quei milioni (?) di italiani che lo seguivano in tv - a cui manca terribilmente - e l'appoggio del Partito Socialdemocratico (che vince il premio di 'partito novecentesco più disperato'). Le condizioni ci sono tutte quindi, e il 25 novembre a Milano al Teatro San Babila di Milano ci sarà la prima uscita ufficiale di Fede per lanciare la sua creatura in vista delle elezioni politiche 2013: "Vogliamo Vivere".

Già la scelta del giorno non è felicissima, visto che il 25 novembre si voteranno le primarie del Pd e quindi i giornalisti di tutta la penisola avranno qualcosa di più interessante da fare che dare spazio alla mossa tragicomica dell'ex direttore del Tg4 che - lui sì - "vuole vivere", perché evidentemente a stare lontano dal pubblico proprio non ce la fa. E se la domanda che vi state ponendo è "ma chi lo vota?", beh l'Emilio ha la risposta pronta: "Il mio movimento è dato al 3%". Ma qualcuno gli crede? Di sicuro lui ne è convinto.

L'obiettivo è un apparentamento con il Pdl a cui potrebbe portare in dote i suoi ex telespettatori. E visto che Fede sono vent'anni che fa campagna elettorale per Berlusconi non si capisce che dote sia, visto che probabilmente quei tre gatti che lo voteranno altrimenti avrebbero votato Pdl. Comunque:

"Voglio intercettare il pubblico che non mi vede più sul Tg4, un milione di persone, e per il quale io sono stato e sono un punto di riferimento. Berlusconi mi ha chiesto tante volte di candidarmi, ma io avevo preferito dare il mio contributo sul video. Ora invece ho deciso di fare un movimento e candidarmi alle prossime elezioni politiche"

Già, Berlusconi. L''amico di sempre, che lo ha abbandonato alle prime difficoltà lasciando che venisse licenziato in tronco ma verso il quale - evidentemente - non porta rancore.

Berlusconi lo vedo e lo sento spesso, non gli ho chiesto il permesso, ma gli ho detto cosa volevo fare e lui mi ha appoggiato. Se lui si candida? Come ha già spiegato, sta riflettendo: credo non si candiderà alla guida del Paese, ma sarà un grande leader dell'area moderata

Ok, gli ingredienti ci sono tutti, compresa la benedizione del Cavaliere e i sondaggi ottimistici. Mancano solo due precisazioni:

"Questo è un movimento d'opinione e non voglio soldi da nessuno. I soldi ce li metto io. I socialdemocratici mi sosterranno, è stato deciso dal direttivo a Roma"

Povero, glorioso (più o meno) Psdi. Residuato novecentesco che nella speranza di agguantare qualche rimborso per tirare a campare è costretto ad affidarsi all'ottuagenario e un po' patetico Fede. La loro fine, in tutto questo, è forse la vicenda più triste.

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