Europarlamento, Farage sul discorso di Renzi: "Gli do 7, ma non collaborerò". È scontro con Weber

David Cameron, invece, ancor prima del discorso ha detto che non vede l'ora di collaborare con Renzi.

Subito dopo il discorso di Renzi davanti al Parlamento Europeo dove di fatto oggi è stato inaugurato il semestre di presidenza italiana dell'Ue sono arrivate immediate le reazioni di quelli che si trovano su posizioni diverse rispetto all'Italia oggi rappresentata dal Pd.

Uno dei più fervidi oppositori sarà Nigel Farage dell'Ukip, che ha detto chiaramente che non collaborerà con Renzi e ha giudicato il suo discorso discreto, da 7, ma più per la presentazione che per i contenuti, perché ritiene che anche se è evidente che il pubblico di europarlamentari ha apprezzato il fatto che il premier italiano abbia parlato a braccio e con numerosi riferimenti alla cultura, ma anche alla tecnologia, dall'altra parte non ha toccato minimamente i temi economici e dunque le sue sono solo parole.

A SkyTg24 Farage ha detto che il discorso di Renzi è stato sì pieno di passione, ma senza sostanza. Inoltre Farage ha ribadito che pur volendo essere partner dell'Europa, non vuole che il suo Regno Unito paghi 50 milioni di sterline per un'organizzazione che gestisce l'immigrazione in maniera incontrollata.

Ma una delle reazioni più dure è stata quella del tedesco Manfred Weber della Cdu, nuovo capogruppo del Ppe, che si è scagliato contro la flessibilità e ha detto che i debiti non creano futuro ma lo distruggono e che dunque occorre proseguire sulla linea del rigore.

Quando Renzi ha avuto la possibilità di replicare, anche se Weber era già andato via, ha risposto per le rime dicendo:

"Saremo felici di fare del nostro semestre un'occasione di discussione ma chi brandisce l'arma del pregiudizio sull'Italia sbaglia, è un atteggiamento da respingere al mittente. Non accettiamo lezioni di morale da nessuno: è vero che l'Italia ha un debito molto alto, ma è anche vero che ha una ricchezza privata quattro volte superiore. Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che proprio in questa sala, nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità ma anche di violare i limiti ed essere oggi un Paese che cresce"

Tra i giudizi positivi sul discorso di Renzi ci sono da annoverare quelli dei rappresentanti di Forza Italia come Raffaele Fitto e i suoi colleghi Giovanni Toti e Lara Comi che sono andati a salutare il Premier con grandi sorrisi e pacche sulle spalle.

Anche Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberal-democratici, ha avuto buone parole per Renzi condividendo la sua idea di concentrarsi sulla crescita.

Nel suo discorso Renzi ha teso una mano a David Cameron, primo ministro della Gran Bretagna, che ha minacciato di lasciare l'Europa come reazione all'elezione di Jean-Claude Junker alla presidenza della Commissione. Renzi ha detto che senza la Gran Bretagna l'Europa non è se stessa e Cameron ancor prima che il Premier italiano pronunciasse il suo discorso aveva detto di non vedere l'ora di lavorare con Renzi per portare a termine le riforme in Europa mentre l'Italia inizia i sei mesi di presidenza dell'Ue.

José Manuel Barroso, invece, presidente della Commissione Europea uscente, ha detto:

"È importante che Renzi abbia ricordato che l'Europa è una comunità di valori. Tre anni fa l'Italia era sull'orlo del disastro finanziario e sono orgoglioso che la Commissione, al contrario di altri che la volevano sotto tutela internazionale, sia stata al fianco dell'Italia"

Matteo Renzi al Parlamento Europeo

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