Guzzanti e la nausea: "La coscienza è il mio solo giudice e metro"

E' una precisazione, quella di Paolo Guzzanti apparsa oggi sulle pagine del Giornale, a tratti superflua ma a tratti anche necessaria. Superflua perché il senso del suo post su Berlusconi è chiarissimo. Necessaria perché le semplificazioni giornalistiche, ricche di deduzioni e sillogismi, hanno stravolto di fatto il suo pensiero.

"Caro Silvio, - scrive - tutti hanno ieri sottolineato il fatto che io abbia scritto sul mio blog la parola «vomitare» e l'hanno usata per farmi dire ciò che non ho detto, e cioè che tu mi provochi la nausea. Questo è falso. Ciò che mi ha provocato nausea è il modo in cui tu fai incombere sulla politica e la vita pubblica italiana il rapporto personale e allarmante fra te e Vladimir Vladimirovic Putin".

E così, racconta il senatore azzurro, "tornato a casa (dalla riunione del premier con i parlamentari del Pdl, ndr) ho vuotato il mio stomaco con un senso di disperazione e liberazione". Cartesio - ricorda Guzzanti - pensava che "nella ghiandola pineale in mezzo al cervello fosse la connessione fra anima e corpo". Lui, invece, è convinto, che "fra il piloro e il diaframma risieda la coscienza. E quella - sottolinea - è il mio solo giudice e metro".

Un distinguo che ha portato in molti a chiedersi se Paolo Guzzanti si dimetterà dal gruppo o se lascerà il Parlamento. "Andarmene? - replica lui - Non ci penso neanche. Mi aspetto invece rispetto e gratitudine per aver introdotto sacrosanti motivi di riflessione su questioni di importanza internazionale, nazionale e morale". In un partito anomalo: dove i ribelli - o semplicemente dissidenti - non esistono.

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