Le liste civiche tedesche: un esempio per Beppe Grillo?


Vi abbiamo raccontato recentemente, nel nostro resoconto delle elezioni regionali in Baviera, dell'affermazione del raggruppamento di liste civiche "Freie Wähler" (Elettori Liberi), che hanno raggiunto un impressionante 10%, togliendo voti allo storico partito bavarese della CSU. Recenti sondaggi elettorali hanno poi dimostrato che il 45% degli elettori sarebbe disposto a votare le liste civiche alle prossime elezioni regionali e sull'onda di questa euforia il partito starebbe considerando seriamente la possibilità di presentarsi alle elezioni legislative della prossima primavera.

A nostro avviso il successo di questa piccola ma determinata formazione "nata dal basso" potrebbe insegnare molto a chi in Italia ha visto nelle liste civiche il mezzo per cambiare il paese: ci riferiamo ovviamente a Beppe Grillo e i suoi numerosi sostenitori. Qual'é dunque il segreto degli "Elettori liberi" teutonici? A nostro modesto parere, la precisa collocazione politica. Il leader Hubert Aiwanger ha infatti dichiarato:

Non siamo populisti, siamo liberalconservatori che vogliono restaurare il contatto tra politici e piccola gente. Non siamo né socialisti né comunisti, ma nemmeno destra radicale: non alziamo steccati, non puntiamo su paure, non parliamo contro gli stranieri, vogliamo una loro integrazione, una loro vita in mezzo a noi, senza privilegi speciali ma soprattutto senza discriminazioni

Questa precisa auto-collocazione sullo spettro politico esistente non potrebbe differenziare più nettamente le liste civiche tedesche da quelle promosse da Beppe Grillo.

Queste ultime infatti hanno sempre avuto come requisito minimo per la candidatura solo una fedina penale immacolata e la condivisione della convinzione del comico genovese che l'intera classe politica sia ugualmente corrotta e che le distinzioni destra-sinistra siano solo fumo negli occhi degli elettori. Una vaghezza che potrebbe nuocere alle liste civiche: se è infatti prevedibile che la maggior parte dei suoi potenziali elettori si collochino tendenzialmente a sinistra, alcune uscite di Grillo, ad esempio sulla presunta emergenza Rom, hanno contribuito ad alimentare la confusione.

Una scarsa chiarezza che potrebbe tenere lontani dalle liste civiche grilline molti potenziali elettori, per i quali rimane importante conoscere la posizione di chi votano su temi come diritti civili, welfare o immigrazione. In breve tutti quelli per cui la distinzione destra-sinistra continua ad avere un qualche senso, in barba a tutti i populismi.

Sarà forse per questo che, mentre i loro omologhi tedeschi navigano verso il successo a livello federale, Grillo si prepara a dare battaglia alle soglie di sbarramento per le elezioni europee: si vede che le aspettative sono basse.

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