Sarkozy, la difesa in tv e il fact checking di Le Monde

L'ex presidente respinge le accuse mossegli, ma il quotidiano Le Monde confuta le sue tesi difensive ponendo i fatti in primo piano

Nicolas Sarkozy che qualche anno fa sorrideva quando veniva fatto il nome di Silvio Berlusconi, ieri sera ha accettato di farsi intervistare da TF1 dopo essere stato posto in stato di fermo. E nel difendersi non ha usato soltanto il mezzo televisivo e la sua innegabile dialettica, ma ha sfoggiato il tipico repertorio del Cavaliere, con tanto di “tirata” contro la magistratura politicizzata.

Sull’intervista di Sarkozy, la prima rilasciata dopo avere lasciato, due anni fa, l’Eliseo, Le Monde ha compiuto quest’oggi, in un articolo a firma Samuel Laurent e Maxime Vaudano, uno scrupoloso lavoro di fact checking in dieci punti, per confermare o confutare quanto affermato dall’ex presidente francese.

1. Nonostante egli abbia dichiarato di essere stato intercettato a partire dall’aprile 2013 nelle sue conversazioni più intime, i giudici hanno agito secondo le regole nell’ambito di un’indagine su finanziamenti libici per la campagna elettorale del 2007. Si è inoltre scoperto che Sarkozy disponeva di un secondo telefono mobile intestato a Paul Bismuth.

2. Sarkozy ha poi aggiunto che è sconvolgente sapere che le forze dell’ordine ascoltano le conversazioni fra avvocato e assistito. Ha paragonato il segreto professionale al segreto medicale, un paragone decisamente improprio.

3. Sarkozy ha parlato apertamente di umiliazione: “C’è stata una volontà di umiliarmi” ha detto l’ex presidente sottolineando come il fermo non sia una partica normale. Anche se le cifre dicono il contrario: in Francia, ogni anno, 600mila persone finiscono garde à vue.

4. Sarkozy ha avuto parole dure anche a riguardo delle modalità e delle tempistiche che hanno portato al fermo: “Dovevo essere condotto da cinque poliziotti, in un’auto della polizia, per incontrare questi due magistrati alle due del mattino? Non potevano convocarmi?”. In realtà, proprio per evitargli di trascorrere l’intera notte in stato di fermo, la polizia ha scelto di arrestare Sarkozy alle 2 di notte.

5. Le 45 pagine di verbale a disposizione dei giudici citate da Sarkozy sono, invece, soltanto 8.

6. Sarkozy ha poi chiesto al pubblico: “È normale che si scelga per istruire un indagine, nella quale è citato il mio nome, un magistrato che appartiene a una corrente della magistratura?”. Certo, si tratta di un procedimento normale: vuoi perché esistono numerosi sindacati, vuoi perché quando si apre un’istruttoria non è mai in relazione a idee o fedi religiose e politiche.

7. Non è finita qui. Sarkozy ha parlato di “rivincita” della magistratura. Su quali basi l’ex presidente francese dice ciò? I giudici istruttori Claire Thepaut e Patricia Simon si sono appena messi al lavoro e affermare che il trattamento riservato a Sarkozy non sia equo e pecchi di imparzialità è assolutamente prematuro. Nessun paese al mondo permette di scegliere un giudice in virtù della sua appartenenza politica.

8. Sarkozy ha ricordato le 22 ore di interrogatorio e il suo coinvolgimento nell’affaire Bettencourt risoltosi con un non-luogo a procedere e la sua totale assoluzione. L’interrogatorio, in realtà, è durato 12 ore e il non luogo a procedere è arrivato per assenza di prove sufficienti a un’eventuale condanna.

9. Sarkozy nega qualsiasi appoggio a Monsieur Azibert: se il funzionario ha ottenuto un posto non è stato a causa della sua influenza. Non importa se il posto sia stato ottenuto con o senza l’aiuto di Sarkozy: è l’offerta stessa a costituire un traffico di influenza.

10. Per quanto riguarda la società Bygmalion nega che siano stati prelevati soldi dalle casse dell’UMP, il suo partito, che vi fosse una doppia fatturazione e che si trattasse della sua campagne, tre elementi che sono stati già confutati dai rendiconti della campagna elettorale. Le spese viaggiavano su una doppia fatturazione ed erano anche per la campagna elettorale.

I nodi al pettine sono tantissimi, l’indagine è appena iniziata e le interviste televisive servono solo a tenere buona l’opinione pubblica. La giustizia ha appena iniziato a fare il suo corso.

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Via | Le Monde

Foto © Getty Images

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