F35 Italia, il Pd alza la voce: "Così non li compriamo"

Alle perplessità di sempre si aggiunge lo stop imposto dal Pentagono.

Già da qualche tempo il governo Renzi ha cambiato strategia nei confronti degli F35 americani che l'Italia si è impegnata ad acquistare, cercando di mettere a punto una exit strategy che consentisse di evitare l'acquisto di parte di questi disgraziati aerei e risparmiare così un bel po' di miliardi di euro. Un assist importante è arrivato oggi dalla decisione del Pentagono di lasciare a terra gli F35 dopo gli incidenti dei giorni scorsi.

La direttiva è stata emessa dopo l'ennesimo incidente, un incendio avvenuto il 23 giugno scorso a bordo di un F-35 in Florida. Le revisioni riguardano sia i velivoli dell Air Force, sia quelli della Marina. Non si conoscono le cause dell'incendio divampato durante le manovre per il decollo lo scorso 23 giugno. La Pratt & Whitney ha fatto sapere che le indagini sono in corso e che, in questo momento, sarebbe inappropriato fornire ulteriori commenti.

Il tutto ha ovviamente ha offerto una sponda al governo, che per voce del capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera Gianpiero Scanu ha fatto sapere: "La nostra partecipazione al progetto non è in discussione. Ma, allo stesso tempo, considero impossibile che si possa procedere all'acquisto anche di un solo aereo senza che ci sia un riconoscimento unanime della sicurezza e della praticabilità di questo strumento, queste notizie confermano la bontà della nostra proposta di moratoria sugli F35 e di richiesta di un dimezzamento delle spese".

E così torna immediatamente d'attualità il piano di Renzi per dimezzare l''acquisto degli F35. Di che si tratta? L'idea del governo Renzi è quella di rallentare gli acquisti già previsti da qui al 2019 (arrivando a comprarne 29 invece di 40) e poi cancellare parecchi degli aerei ordinati. L'obiettivo finale è parecchio ambizioso: far scendere l'ordine complessivo da 90 a 45, pur sapendo quanto questo scontenterà gli Stati Uniti, lo Stato Maggiore dell'esercito e anche il Quirinale. Ma scontentando (e questo è un punto delicato) anche i lavoratori della fabbrica italiana che ha il compito di assemblare gli aerei, che si trova appena fuori Novara.

Scontro tra ministri sugli F35

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