Pd diviso sul 25 ottobre: schiaffo o carezza a Berlusconi?

Questi del Pd fanno a gara l’un con l’altro a farsi del male da soli. Non c’è una cosa su cui sembrano tutti d’accordo.

Mentre ai “bei” tempi andati del Pci, se al “Bottegone”chiedevi l’ora, tutti aspettavano la risposta del “capo” per poi ripeterla (anche se sbagliata), adesso nel Pd pluralista e democrat ognuno ha il proprio orologio (costoso) e la propria ora. Non possono o non vogliono sintonizzare le lancette.

Prendete la grande manifestazione del 25 ottobre. La parola d’ordine è inequivocabile “Salviamo l’Italia”. Da che, da chi va salvata? Dai marziani?

Dal governo di centrodestra e dal “berlusconismo”, ovvio. Invece non è così ovvio.

“La manifestazione del 25 ottobre non sarà antigovernativa” – giura in una intervista al Giornale il coordinatore del governo ombra del Pd Enrico Morando”.

Uno strappo. E giù la smentita di Dario Franceschini: “La piattaforma della manifestazione non cambia, è quella di un partito che fa protesta e proposta e quella resta”.

E i militanti continuano a verniciare e sverniciare gli slogan sui cartelli da portare al Circo Massimo a Roma fra due settimane. Ce ne hanno piene (le palle) e prima o poi lanceranno pennello, secchio e slogan contro Walter Veltroni.

O, invece di scendere in piazza contro non si sa chi e non si sa per cosa, se ne staranno a casa col “pupo”. Come il “compagno” Cofferati.

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