Omicidio del ragazzo palestinese: tre sospettati confessano

Funeral Held For Slain Palestinian Teenager


Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, tre uomini sospettati per l'uccisione di Mohammed Abu Khdeir avrebbero confessato. Questi avrebbero anche ricostruito tutte le fasi dell'esecuzione e confermato il movente "nazionalistico" dell'omicidio. Ricordiamo che ieri erano state fermate sei persone nell'ambito dell'inchiesta riguardante il sedicenne palestinese rapito a Gerusalemme est e bruciato vivo.

Dopo i funerali del ragazzo, Benyamin Netanyahu è stato di parola: su pressioni degli Usa, il premier israeliano aveva promesso risposte in tempi brevi. Inoltre, proprio oggi, ha lanciato un messaggio ad Hussein Abu Khdeir, padre della vittima:

"E' uno shock, per i cittadini israeliani e per me, il terribile omicidio di suo figlio [..] L'assassinio di suo figlio è spregevole e inaccettabile per ogni persona. Ci siamo mossi immediatamente per trovare i colpevoli che saranno portati in giudizio e perseguiti a pieno peso dalla legge"

L'atmosfera intanto resta incandescente nei territori occupati e l'ipotesi di un accordo tra le parti per un cessate il fuoco si allontana. Ieri notte ci sono stati ancora raid israeliani su Gaza e lanci di razzi verso il Neghev. Sono rimasti uccisi complessivamente nove miliziani palestinesi (e non cinque come si pensava in un primo momento): sette appartenenti ad Hamas, e due di al-Fatah. I loro funerali si svolgeranno nel pomeriggio, separatamente, a Rafah e nel campo profughi di el-Bureij.

Si è innescata anche una contesa su chi ha provocato un' esplosione nelle vicinanze dell'ex aeroporto di Gaza, ai confini meridionali della striscia. Ivi, dei miliziani di Ezzedin al-Qassam (il braccio armato di Hamas) sono rimasti uccisi a causa di una deflagrazione avvenuta in un tunnel. L'intera zona è stata isolata dalle forze di sicurezza e fonti locali affermano che il tunnel è stato bombardato dall'aviazione israeliana. I media israeliani, invece, sostengono che il tunnel è saltato in aria a causa di esplosivi stivati al suo interno.

Inoltre continuerebbero le aggressioni nei confronti dei palestinesi nei territori. Secondo l'agenzia NenaNews, durante la scorsa notte, un gruppo di coloni provenienti dall’insediamento illegale di Halamish ha cercato di effettuare un raid nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, vicino Ramallah, e uno a Deir Nidam, vicino Nablus. In entrambi i casi gli aggressori sono stati bloccati dai residenti dei villaggi.

L'episodio della scorsa notte si inserisce all'interno di un'escalation di violenza che pare inarrestabile. A tale proposito, ricordiamo che nel villaggio di Ein Abus, vicino Nablus, ci sarebbe stato un altro attacco nella giornata di ieri. E non è finita qui.

Nella notte tra venerdì e sabato, un ragazzo palestinese di 22 anni, Tariq Ziyad Zuhdi Adeli, sarebbe stato rapito nel villaggio Osarin sempre dai coloni. Per qualche ora è stato oggetto di maltrattamenti e poi è stato abbandonato in un campo fuori dal centro abitato. Il ragazzo ha riportato profonde ferite da taglio alle gambe.

Le fonti palestinesi, riguardo a tutti questi episodi, insistono nel dire che i coloni hanno ricevuto il supporto dell'esercito.

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