Chi è Vasco Errani

Vasco Errani


Vasco Errani

oggi si è dimesso da Presidente dalla regione Emilia Romagna. La decisione di lasciare l'incarico è maturata dopo la condanna della Corte d'Appello di Bologna per falso ideologico, nell'ambito del processo riguardante la cooperativa Terremerse.

Ma chi è il Presidente di regione più longevo della storia d'Italia? Qual è stata la sua carriera politica?

Errani di certo non fa parte del nuovo corso renziano. Appartiene alla vecchia scuola del Pci, dell'epoca in cui si formavano i quadri. Insomma a quella generazione che ha fatto "la scelta di vita", per dirla con le parole di Giorgio Amendola.

Aderisce al partito negli anni '70 e diviene consigliere comunale di Ravenna dal 1983 al 1995. Successivamente viene nominato assessore alle Attività economiche per nove mesi: dal 23 ottobre 1992 al 20 giugno 1993.

Fa il suo ingresso nel Consiglio Regionale quando era appena scoppiato il fenomeno Berlusconi in Italia: correva l'anno 1995. Ivi, il primo incarico di rilievo che assume è quello di Segretario alla Presidenza del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, ruolo che mantiene fino al giugno 1996. Nel 1997, diventa assessore regionale al Turismo e nel 1999 Presidente del Consiglio Regionale (eletto dalla giunta). Così prende il posto del suo amico Pierluigi Bersani, destinato ad incarichi nazionali.

Il 16 aprile 2000 viene riconfermato Presidente della Regione Emilia-Romagna come candidato della coalizione del centro-sinistra. Sono le prime elezioni dirette per la nomina dei presidenti regionali.

E' nuovamente eletto governatore nel 2005 e nel 2010. In quest'ultimo caso si levarono le proteste dei grillini e del centro-destra, che presentarono ricorso a causa della presunta illegittimità di un terzo mandato consecutivo. Ma in ogni caso, Errani è stato sempre rieletto raccogliendo consensi larghissimi. Nel 2005, poi, è nominato presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, dopo esserne stato Vicepresidente dal 2000.

Ora lascia un vuoto politico, che sarà difficile da colmare. La sua personalità non è mai stata messa veramente in discussione nell' "Emilia rossa". Era il presidente con la P maiuscola, tanto che dopo 15 anni di governo si faceva fatica ad immaginare qualcuno che prendesse il suo posto.

E' sempre stato molto vicino a Bersani, e per questo motivo si spese molto nell'ultima campagna elettorale. Qualcuno pensava che se l'ex segretario del Pd fosse arrivato a Palazzo Chigi, avrebbe potuto affidare al suo successore alla Regione un importante incarico nazionale. Poi le consultazioni del 2013 andarono come andarono e l'ala ex Pci del partito fu progressivamente messa da parte dalla generazione della rottamazione.

L'ultimo mandato di Errani è stato senz'altro il più difficile. La vicenda di Terremerse gli è costata molto cara. Il finanziamento da 1 milione di euro, erogato nel 2006 dalla Regione alla cooperativa agricola guidata da suo fratello Giovanni Errani, ha messo in moto la procura. Dopo l'assoluzione del Gup di Bologna, però, sembrava che le cose si stessero mettendo bene.

Poi, il 18 febbraio 2013, la Procura di Bologna ha fatto ricorso contro l'assoluzione. E l'8 luglio 2014 viene condannato ad un anno di reclusione, insieme ai dirigenti regionali Terzini e Mazzotti, a cui è stata inflitta una condanna di un anno e due mesi.

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