Il Titolo V della Costituzione: cosa cambia

Aumentano le competenze delle regioni, scompare la legislazione corrente.

La commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato le prime modifiche al Titolo V della Costituzione, in particolare riguardo agli articoli 116, 117 e 119. L'articolo 116 prevedeva che le regioni potessero chiedere l'autonomia su materie come l'istruzione, la tutela dell'ambiente, la tutela dei beni culturali e l'organizzazione della giustizia di pace. Inizialmente tutte queste voci avrebbero dovuto venir soppresse, riducendo così il potere delle regioni, adesso invece queste voci possono rimanere di competenza delle regioni a patto che vi sia condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio.

L'articolo 117 riguarda invece la potestà legislativa in capo alle regioni: la modifica introdotta lascia agli enti locali il potere di emettere leggi su "pianificazione del territorio regionale, mobilità al suo interno, dotazione infrastrutturale, programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito dei servizi alle imprese e in materia di servizi scolastici, istruzione e formazione professionale, promozione del diritto allo studio, anche universitario". Rimane invece allo stato la competenza sul coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

Viene infine ristretto l'ambito in cui si può applicare la clausola di salvaguardia dell'interesse nazionale: "Su proposta del governo la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale". Il ddl del governo prevedeva invece che tale potere potesse applicarsi anche laddove "lo renda necessario la realizzazione di programmi di riforme economico-sociali di interesse nazionali".

senato

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO