Il gioco del cerino di Renzi, Berlusconi, Grillo. Pensionati con l’acqua alla gola. In arrivo “stangata” da oltre 10 miliardi?

Mentre il trio Renzi-Berlusconi-Grillo gioca la partita delle “loro” riforme (Senato e nuova legge elettorale) l’Italia viaggia a doppia velocità, quella dei nababbi e dei soliti furbi che dalla crisi ci guadagnano e quella di “pantalone” che paga per tutti.

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Avete visto gli ultimi dati Inps sui pensionati? Oltre due milioni di italiani vivono con una pensione sotto i 500 euro, mentre altri 6,8 milioni stanno sotto i 1000 euro. Ovviamente, taglieggiati da tasse e balzelli vari, con il welfare ridotto al lumicino e (spesso) con figli e nipoti da mantenere perché disoccupati. E’ l’Italia, bellezza! Già.

Il frutto (anche) delle riforme previdenziali avviate dal 2009 e poi della “bella” trovata della Monti-Fornero, una legge-bancomat, usata per fare cassa, per colpire con facilità chi non può scansare colpi, spremendo i pensionati fino all’ultima goccia. Una riforma non riforma per intervenire a garanzia di un sistema che rischiava di andare in default, come sottolinea ancora il dato del deficit emerso dalla relazione annuale Inps.

Commenta il segretario confederale della Cgil Vera Lamonica: “Il rapporto Inps fotografa la sofferenza sociale dell'Italia. I dati sulla disoccupazione e la precarietà, sulla consistenza delle pensioni in essere, sull'impoverimento progressivo del lavoro, sulle debolezze del nostro sistema di welfare, dicono con chiarezza che se non si affrontano questi temi non si ricostruiscono davvero le condizioni per ripartire. Si sono rese incerte e aleatorie le prospettive di chi oggi soffre di più la crisi occupazionale, sia per l'età di accesso che per l'adeguatezza delle prestazioni”. Prosegue Lamonica: “Si è inoltre contribuito ad aggravare la crisi del mercato del lavoro, ritardando oltre misura la possibilità di uscita e con ciò determinando una nuova realtà di lavoratori maturi senza alcuna prospettiva, nonché iniquità profonde, quale quella sulle donne e sui lavori più precoci e più faticosi. Riaffermiamo perciò la necessità di intervenire con misure strutturali che cambino questo sistema reintroducendo flessibilità e solidarietà, per renderlo socialmente equo e sostenibile”.

A dire il vero, con il governo, e nello specifico con il ministro del Welfare Giuliano Poletti, i sindacati hanno da poco avviato un confronto. Ma è un dialogo fra sordi, che avanza senza prospettiva, senza l’onore dei riflettori e sopra tutto senza l’interesse di Matteo Renzi. Quindi, senza una svolta decisa, un confronto inutile.

E’ necessario che la questione delle pensioni torni al centro dell'Agenda politica nazionale per trovare una soluzione che sia sostenibile da un punto di vista finanziario ma che garantisca, allo stesso tempo, la dignità di chi ha lavorato e ha fatto sacrifici per arrivare alla pensione. Quanti sono i pensionati dentro quel “famoso” 40,8% che ha votato Pd (di Renzi) alle europee? Cornuti e mazziati? E non è finita qui.

All’orizzonte spunta la cifra sulla manovra prossima ventura di finanza pubblica: l’ufficio studi di Mediobanca Securities prevede una manovra inevitabile da “almeno 10 miliardi di auro” in autunno. Addirittura c’è chi dice 20 miliardi (come l’economista Gustavo Piga), chi 25 (il giornalista Federico Fubini su Repubblica) e chi 27 (l’editorialista Davide Giacalone su Libero).

Si capisce meglio perché Renzi&Berlusconi&C giocano sull’Italicum-Porcellum-bis!

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