Francia: Il Governo propone norme eccezionali anti-jihad

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Bernard Cazeneuve

, ministro degli Interni francese, presenta oggi un nuovo progetto di legge anti-terrorismo. In un primo momento, il dispositivo era stato annunciato come un pacchetto di norme volte a rafforzare i controlli su internet. Poi è diventato qualcosa di molto più vasto: un piano tentacolare che ha l'obiettivo di ridurre le azioni di individui sospetti.

Tra le finalità principali del progetto, c'è quella di bloccare il flusso di cittadini francesi che viaggiano verso la Siria per arruolarsi nella Jihad. Come sarà attuata tale disposizione è ancora da verificare. Forse delucidazioni a riguardo arriveranno nelle prossime ore.

Dobbiamo chiarire che la magistratura, allo stato attuale, può adottare misure restrittive solo nei confronti di chi ha infranto la legge ed è entrato in contatto con organizzazioni criminali collegate al terrorismo. Ma con il nuovo pacchetto sicurezza si va verso un allargamento delle sanzioni. Con un "funambolismo" giuridico, le limitazioni ora potrebbero riguardare tutti quegli individui giudicati pericolosi dal servizio di informazione.

Il ministero, secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, sarebbe pronto ad applicare subito le restrizioni a 200 cittadini. Inoltre, aggirare la proibizione di viaggio comporterà la pena di tre anni di carcere e una multa di 45.000 euro.

La misura del divieto di viaggio, però, ha due debolezze palesi. La prima, quella più ovvia, è inerente alla possibile violazione dei diritti individuali. La seconda, invece, riguarda la sua applicabilità, connessa alla libera circolazione europea. Infatti, se è possibile proibire ad un cittadino francese di prendere un aereo diretto in un paese asiatico, non si può fare lo stesso all'interno di tutta l'area Schengen. Tuttavia, non è escluso che altri paesi possano in futuro collaborare.

A tale proposito, segnaliamo che proprio ieri i ministri dell’Interno di nove paesi Ue (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Danimarca, Svezia e Olanda) hanno trovato un'intesa su una serie di misure per la lotta contro il terrorismo. Tra queste, ce ne sarebbe una riguardante l'inasprimento dei controlli alle frontiere attraverso uno scambio di informazioni più serrato tra i vari Stati.

Secondo quanto riportato dall'Agenzia Asca, il coordinatore europeo per la lotta al terrorismo, Gilles de Kerchove, ha definito i contenuti dell'accordo per ora "confindenziali". L'approvazione formale dovrebbe arrivare in occasione della prossima riunione dei ministri dell'Unione (in programma ad ottobre).

Intanto il governo Hollande continua a snocciolare numeri, al fine di creare consenso intorno al progetto di legge. Proprio ieri, Cazeneuve ci ha tenuto ad evidenziare che tra gli 800 francesi che hanno viaggiato in Siria negli ultimi anni, 300 sono diventati combattenti attivi.

Secondo il titolare del dicastero degli Interni, va subito posto un freno a questa situazione, altrimenti potrebbero esserci effetti deleteri sulla sicurezza nazionale. Significativo, a tale proposito, è il caso di Nemmouche Mehdi, il ventinovenne francese che è stato rimpatriato dopo aver combattuto in Siria. Una volta tornato casa ha compiuto l'attentato contro il Museo Ebraico a Bruxelles, causando quattro morti.

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