Matteo Renzi e l'inglese: l'ironia serpeggia in rete

Ieri Matteo Renzi ha tenuto un discorso di 30 minuti in inglese nel corso del Digital Venice sul mercato unico digitale: i politici italiani hanno una relazione complicata con la lingua inglese

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Nella vita bisogna imparare a prendere le cose per come sono: è oramai evidente che tra i politici italiani e la lingua inglese intercorre una lunga, complicata e travagliatissima relazione.

D'altra parte, si dice che anche Mussolini non sopportasse la lingua anglosassone, mentre pare fosse ferratissimo in francese e si vantasse di conoscere perfettamente anche il tedesco (addirittura era solito cacciare il grande ambasciatore italiano a Berlino, che faceva anche da interprete, quando viaggiava in terre teutoniche). Forse non perfettamente, ma il tedesco lo parlava davvero piuttosto bene. Oggi il mondo non è più quello di una volta: la colonizzazione e la globalizzazione linguistica sono divenuti due aspetti fondamentali del libero mercato e l'inglese, lingua povera grammaticalmente e di vocaboli (quindi semplice da imparare, la più semplice secondo molti), è divenuto una conditio sine qua non per i politici che aspirano a ruoli di responsabilità.

Una necessità se si vuole arrivare a Palazzo Chigi: ecco che ieri Matteo Renzi, in un discorso di quasi 30 minuti tenuto alla Digital Venice di Venezia (un’iniziativa sulle politiche per il digitale durante la quale ha parlato di mercato unico digitale e opportunità digitali) ha reso noto a molti che lui l'inglese lo sa, anche se con accento marcatamente toscano, ma anche che scivolare sopra le scogliere di Dover è facile. Troppo facile.

Il discorso di Renzi potete ascoltarlo cliccando sul video in testa al post o qui. Al di là della mimica facciale e del linguaggio del corpo marcatamente italiano (una caratteristica per la quale il nostro popolo è famoso all'estero, forse più della pasta e della pizza), Renzi ieri ha inanellato una serie di luoghi comuni, modi di dire, espressioni caratteristiche della cultura toscana e italiana, traducendoli letteralmente in inglese e scatenando un moto di ilarità generale tra chi, tra ieri e stamattina, si è messo a guardare il video.

Il magazine online Vice si è scatenato ed ha tradotto ampi stralci del discorso così come sono stati pronunciati: potete leggere il post (esilarante) cliccando qui. Sembra un discorso del capo indiano Palla Pesante nel film Arrapaho degli Squallor:

"Per la prossima generazione l'Europa non è semplicemente un posto economico, l'Europa è la libertà di movimento, è la stessa mmmm, nella mia esperienza personale l'Europa era mia madre che piangeva dentro la tv, mentre l'hashish, lei sentimento, lei sentiva le mura Berlino distrutte dalle persone, per me, per mia madre l'Europa è esattamente questi momento. [...] Questo non è un costo, questo è un piscio di futuro e è impossibile di uscire da crisi semplicemente con la discussione, semplicemente con documenti."

Irresistibile poi la vicenda di Meucci, che Renzi ricorda essere il vero inventore del telefono (per gli americani è stato Thomas Bell, almeno fino a quando il Congresso non riconobbe la scoperta all'italiano, una decina di anni fa).

"Meucci è un buon italiano, ma è anche, un a-ah pessimo storia, pessimo storia, perché Meucci è l'arcolaio inventore del mmmm, telefono. Mi dispiace con le persone americane presenti qui, ma anche il congresso degli stati uniti in 2002, 2001, non ricordavo, riconoscere il fondatore, l'inventore telefono è Antonio Meucci. Antonio Meucci è uomo incredibile per un periodo di tempo, lavorava nel teatro, nel più antico teatro d' Europa: Teatro della Pergola. Lui era un lavoratore, quindi lui inventò il telefono per parlato del nel teatro... un genio..."

Eh, ma di geni qui ce n'è fin troppi.

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I precedenti: da Berlusconi a Cesaro passando per Mastella e Rutelli

Silvio Berlusconi

Sono molti i politici italiani che in precedenza hanno mostrato doti comunicative anglosassoni degne di essere sottolineate come "clamorosamente peracottare". Su tutti si ricorda l'intervento di Silvio Berlusconi a Crawford, in Texas, a casa di George W. Bush.

Ma Berlusconi se lo ricordano in molti, all'Onu per esempio o al Congresso americano. Insomma, chi per 10 anni detiene il potere in Italia qualche (?) gaffe la commetterà pure.

D'altra parte si è sempre saputo: anche Berlusconi ha sempre prediletto il francese, lingua nella quale ha composto canzoni e poesie quando era studente alla Sorbona.

Francesco Rutelli

Memorabile l'intervento di Francesco Rutelli su youtube (video che comparve anche sul sito del Ministero dei Beni Culturali quando lo stesso Rutelli era ministro) nel quale si appellava agli stranieri affinchè visitassero l'Italia.

Il video è di una tenerezza assoluta, anche se il viso di Rutelli poco si presta a indulgenze di sorta: quel "pliis" resterà negli annali.

Gianni Pittella

Lui è Gianni Pittella da Lauria (Pz) e questo è il suo clamoroso inglese da Presidente del Parlamento Europeo (nella passata legislatura, per quella in corso ha assicurato che andrà ad un corso intensivo di inglese durante tutta l'estate).

L'accento lauriota si sente perfettamente, nonostante sia mascherato (poco) dalla lingua di oxfordiana radice.

Luigi Cesaro

Luigi Cesaro a Napoli è soprannominato Giggin' a Purpett', sterminatore di congiuntivi. Il problema di Cesaro, è evidente, non è l'inglese.

Nel corso di questa conferenza internazionale Cesaro, che è esponente di Forza Italia ed è stato Presidente della Provincia di Napoli per il Pdl, collegato con le Nazioni Unite zoppica clamorosamente con l'italiano e, al momento di pronunciare le uniche parole in inglese ("World Urban Forum", che poi è il nome dell'evento organizzato dall'ente da lui allora presieduto) ha un tracollo verticale che scatena l'ilarità dei presenti. Da vedere assolutamente.

Clemente Mastella

Torniamo per un attimo a Strasburgo, in sede di Parlamento Europeo: Clemente Mastella, che ha occupato poltrone in ogni dove e quindi anche in Europa, si prodigò anni fa in questo memorabile litigio in pubblico del quale la preziosa trasmissione Blob ci ha dato notizia.

Qui c'è un po' di tutto: dall'inglese maccheronico al più classico "lei non sa chi sono io" per arrivare, infine, allo sproloquio totale. Il tutto in una singola frase.

"Ai em Parlamentari europei, che cazzo fate?"

Più chiaro di così.";}}

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