Ucraina, Mogherini: "Si va verso la tregua"

Il ministro degli Esteri italiano in visita da Putin andrà a Kiev con una proposta di tregua

Un cessate il fuoco che sarebbe voluto da entrambe le parti e che potrebbe partire a stretto giro: sono queste le buone intenzioni che Federica Mogherini porta a casa dopo che, nelle ultime ore, ha incontrato i massimi vertici istituzionali russi, dal Presidente Putin al ministro degli Esteri Lavrov.

"Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dato massima disponibilità a lavorare su un cessate il fuoco immediato, bilaterale e incondizionato."

"L'esercizio" è far applicare a entrambe le parti l'accordo di Berlino per poter risolvere attorno ad un tavolo la crisi nell'est Ucraina, oramai preda della disinformazione assoluta e della propaganda di entrambe le parti in gioco.

Il ministro italiano ha invitato Vladimir Putin a Milano per il vertice Ue Asean di metà ottobre e ha spiegato come il primario obiettivo del semestre italiano dell'Ue, sul versante esteri, sia proprio quello di incanalare la crisi ucraina verso una rapida e pacifica risoluzione.

L'incontro con Putin, durato un'ora e mezza, è dunque solo un primo passo: ora occorrerà parlare anche con gli "addetti ai lavori" ucraini, a Kiev, al più presto.

A Donetsk intanto la tregua non sembra nemmeno paventarsi all'orizzonte: l'esercito ucraino, le notizie sono ancora incerte, avrebbe riconquistato il controllo sulla città e, secondo l'agenzia russa Interfax, le truppe di Kiev avrebbero subito pesanti perdite durante il tentativo di prendere un’altura strategica tra Luhansk e Donetsk, dove i filorussi si starebbero preparando alla battaglia decisiva.

Il destino si gioca, probabilmente, su questo fronte nell'sud est dell'Ucraina, nell'estremo est europeo: parti che ieri bevevano tè insieme oggi si fronteggiano con la bava alla bocca, accusandosi entrambe delle peggiori nefandezze, dei più drammatici crimini di guerra.

AUSTRIA-RUSSIA-POLITICS

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