Di Pietro avverte: "Dittatura alle porte"

da Roma

Resistere, resistere, resistere. Chiude citando Francesco Saverio Borrelli, l’ex pm Antonio Di Pietro che oggi a Roma, a Piazza Navona ha convocato il popolo del dissenso per avviare la raccolta di firme contro il Lodo Alfano (“Un’idea criminale”). “Resistenza”, così, diventa la parola d’ordine di una manifestazione che fa registrare il tutto esaurito: "Non vogliamo aspettare domani – dice - per fare l'opposizione al governo Berlusconi. Quando c'é la dittatura alle porte si fa resistenza subito non quando è troppo tardi".

Un messaggio chiarissimo rivolto innanzitutto a Walter Veltroni a cui manda a dire: “Non siamo d'accordo con la tua opposizione gentile”. Certe questioni – fa capire – vanno affrontate a muso duro e non bisogna pensare (come fa una parte del Pd) che il referendum possa essere un’arma a doppio taglio: un pericoloso suicidio nel caso in cui non si raggiungesse il quorum. E così, per far capire questo concetto ad una folla che pende dalle sue labbra Di Pietro usa una perifrasi da catalogare immediatamente in cineteca: “Due naufraghi - spiega - scorgono all’improvviso una riva. Ma uno dei due dice: non ce la faremo mai ad arrivare fino a lì. E l’altro: e nuota, Cristo!”.

La sfida del leader dell’Idv – che vuole incassare 500 mila firme in due giorni (la metà sono state già raccolte nella sola giornata di oggi) – tende a superare, insomma, i pregiudizi tipici di chi si arrende dinanzi a tutto, timoroso che una nuova sconfitta possa peggiorare ulteriormente lo status quo. Ma – dice Tonino – “siamo tornati in questa democratica piazza Navona perché sappiamo che c'é una Italia che non vuole arrendersi, che non vuole chiudere gli occhi”. Un’Italia che reclama “democrazia e libertà”.

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